Ryoji Ikeda ‘Formula’

Monografia Elettronica In Abito Bianco.

 

 

 

 

 

Di Marco Paolucci

uccio12@hotmail.com

Forma è il nome di una fondazione inglese dedita per statuto alla promozione e alla diffusione di eventi multimediali come mostre, concerti, spettacoli atti a permettere l’integrazione e l’interazione fra le varie anime dell’arte musicale contemporanea e il pubblico partecipante. Fra le varie attività ed eventi in cui si è adoperata in questi anni importante appare per la cura e la dedizione mostrata quella per il lavoro dell’artista giapponese Ryoji Ikeda, seguito fin dai suoi esordi nei concerti e nelle installazioni in giro per le gallerie e gli “spazi” di tutto il mondo e ora celebrato in questo stupendo cofanetto in edizione limitata in soli 3000 esemplari. La versione in questione risulta composta da una custodia di plastica trasparente che racchiude in un un minimale colore bianco uno splendido volume fotografico di 96 pagine, sorta di monografia visiva dell’artista suddivisa in capitoli, tra cui il primo intitolato Installations che presenta immagini tratte dalle sue istallazioni come ad esempio l’esibizione ‘Just About Now’ tenutasi nel 1998 all’interno del CBK a Rotterdam, oppure le inquietanti immagini di Matrix, installazione inserita all’interno della Mind Zone nel Millenium Dome a Londra, evento performato dal 1 gennaio al 31 dicembre 2000, con annessi per ognuna delle installazioni lo schema tecnico e la disposizione spaziale delle attrezzature utilizzate, in modo da permettere la comprensione approfondita del progetto. Nel secondo capitolo intitolato Concerts vengono presentate immagini tratte dai concerti tenuti dall’artista giapponese nella sua tournée mondiale nel duemila che mostrano la grandezza performativa dell’artista, con annesso schema tecnico di tutti gli auditori in cui i concerti si sono tenuti, mantenendo anche in questo caso il doppio piano espressivo sia di resoconto dello spettacolo che di documentazione scientifica allegata. Il terzo capitolo intitolato Collaborations mostra appunto le collaborazioni di Ikeda, dalle varie performance con i Dumb Type al progetto con l’alter ego europeo della sperimentazione al laptop Carsten Nicolai, fino al progetto Tokyo Ito, sorta di gigantesca spirale/buco nero sonico/visivo. Completano il volume la discografia completa e l’appendice biografica dell’artista. La seconda parte della monografia/cofanetto consiste invece in un dvd diviso in due sezioni: nella prima abbiamo la colonna sonora delle istallazioni presentate nel primo capitolo del volume in modo da fornire un ideale compendio audio alle istantanee fotografiche. In questo modo veniamo a contatto con le lacerazioni acustiche che Ikeda cerca e procura nella sua ricerca sonica, per ogni installazione osserviamo ascoltando il dipanarsi di onde e errori di frequenza rimodulati e processati al computer che allestiscono e allietano la natura contemporaneamente aliena ma terrestre delle installazioni. Nella seconda parte del dvd ci viene presentata l’arte acustico/digitale  del nostro con la visione del concerto al The Garden Hall Yebisu, Tokio tenutosi il 14 ottobre del 2001. Qui abbiamo modo di osservare tutta la perfezione e la potenza della capacità manipolatoria dell’artista con una successione programmata al secondo di immagini di scanner, randomizzazioni elettroniche accompagnate da sonorizzazioni destabilizzanti, matrici fluide regolarmente incasellate in ambienti statici bloccati dai nostri occhi che seguono lo sviluppo cibernetico di ascensioni soniche. Immagini di quotidianità  estrapolate e riprocessate in vitro ciberpunk coadiuvate da esplorazioni elettroacustiche rimodulate dall’artista in tempo reale con l’ausilio del laptop. Un viaggio iniziatico/maieutico nell’arte/sperimentazione/vita elettronica ai massimi livelli ed un perfetto ed approfondito compendio/studio/modello di riferimento sull’artista Ikeda di cui viene senza mezzi termini caldamente consigliata la ricerca e l’acquisto. Voto 10.