The Hormonauts ‘Mini Skirt’

(Ammonia records 2003)

Seconda prova sulla lunga distanza per questo gruppo italo/scozzese dedito alla conservazione e riscoperta del rockabilly + sana follia post Basaglia + rock’n’roll suonato con gli scarponi e gli speroni. In altre parole psychobilly di classe alta e divertimento assicurato (apriamo doverosa parentesi, dovete chiunque voi siete andarli assolutamente a vedere dal vivo, assolutamente almeno una volta nella vita, ripetuta e ripetuta). Partenza accelerata con A Life Time Away, rullo di batteria signori e signori, basso in sottofondo e via proiettati in un inseguimento degno di un film western di serie alfa e omega con classico ritmo trascinante e bacino che si muove senza controllo. Mini Skirt suoni flamenco mescolati ad un rock’n’rullo divertimento assicurato, da non sfigurare in un Mariachi movie. Nel mezzo del cammin di contanto sano psychorock una cover dei Soft Cell, Tainted Love, stupenda e trascinante, da ascoltare in doverosa preghiera per il mai dimenticato duo. E poi Mojito Joe, attacco di chitarra acustica degno di un Segovia punk, organetto in sottofondo ieratico come in una chiesa, voce che inizia a raccontare accompagnata dallo swingare malinconico della band. Hormone Hop rock’n’roll targato fifties con tanto gusto e freschezza che sembra un disco appena colto dall’albero del sacro suono. Altra chicca pescata in fase random The Girl At The Station Bar, quasi una miscela di rock e reggae, intervallato da un piano che invoglia ad andare in pista a ballare, non importa se si conoscono i passi, basta muoversi. Ricapitolando e chiudendo la pratica Hormonauts prima si compra il disco poi li si vede in concerto o prima li si vede in concerto poi si compra il disco.

Voto: 8

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