Imaginary Landscape 1-5

“IMAGINARY LANDSCAPE 1-5”


 


autore: John Cage


etichetta: Hat Hut


anno di composizione: 1939-1952


con: Robert Accurso, John Bacon Jr., Kirk Brundage, Gary Rutkowski, Craig Bitterman, Eberhard Blum, Patti Cudd, Thomas Furminger, Erik Oña, Amy Williams, Peter Pfister, Jan Williams.


 


Questi pesaggi, che oggi sono quanto di più reale possa esistere, all’epoca della loro composizione erano davvero immaginari… fin troppo. Ci voleva proprio una gran fantasia, nel 1939, per pensare di utilizzare due giradischi allo scopo di creare, e non di riprodurre, della musica. Ma a Cage la fantasia, e questo anche i più accaniti detrattori dovranno pur ammetterlo, non è mai mancata. Lo dimostrano anche gli altri paesaggi che al N° 4 abbagliano con un ordito di 12 radio e al N° 5 con quello di numerosi pezzi di vinile… rispetto al paesaggio N° 1 è passato qualche anno, ma ci troviamo ancora nel 1951-1952 e le idee di campionamento e plunderfonia sono ben lungi dall’essere un luogo comune… se non nella sua inventiva. Non meno rivoluzionari sono gli altri due paesaggi, che risalgono al 1942 e sono rispettivamente concepiti per un quintetto ed un sestetto di percussioni. Sono stato indeciso fino alla fine su quale titolo di Cage inserire in queta lista, il Roaratorio, Ryoanji, 4’33”, i Number Piece, i lavori per piano preparato, il Concerto per piano preparato e orchestra… è stato talmente difficile estrapolare una manciata di titoli dalla sua sterminata produzione, quasi sempre di alto livello, che ho addirittuta pensato di mettere il nome lasciando lo spazio bianco, ma infine ho deciso per queste cinque perle che rappresentano il suo rovinoso ingresso nel mondo della musica. Le registrazioni sono piuttosto recenti, 1995, e non rappresentano certo le migliori interpretazioni in assoluto di questi brani, la versione del 2° paesaggio fatta dal Quatuor Hêlios per la Wergo, con Lê Quan Ninnh, è impagabile, ma questo è l’unico disco che raccoglie tutti e cinque gli Imaginary Landscapes. Prendere o lasciare… opterei senza dubbio per la prima soluzione.