Ossatura ‘Verso’

(ReR/ 2002)

Ecco che, dopo lunga attesa, una delle massime espressioni elettro-elettroniche italiane arriva al traguardo di un secondo CD che fa seguito all’osannato “Dentro” targato 1998. Con ossatura, in anatomia come in architettura, si definisce la struttura portante che, come tale, ha da essere solida, funzionale, essenziale, scabra e priva di fantasie estetizzanti. Non so se, al momento di scegliere il nome, i componenti del gruppo romano ci hanno pensato, ma è innegabile che la loro musica possiede, in linea di massima, tali caratteristiche. Questi elementi distintivi, insieme ai percorsi intrapresi, allo spirito d’avventura e alle possibilità, e capacità, espressive, ne fanno i più accreditati eredi del Gruppo di improvvisazione Nuova Consonanza. La curiosità mi spinge a riprendere in mano il loro storico “Musica su schemi” per fare degli accostamenti, anche d’immagine, e, dal confronto della sua copertina con quelle di “Dentro” e “Verso”, è possibile individuare un gusto comune che tende a particolareggiare sui trabiccoli, anche se nel caso degli Ossatura viene a mancare la presenza umana, ridotta alle mani, mentre le immagini dei componenti di Nuova Consonanza affermavano il loro ruolo di musicisti-improvvisatori. È fin troppo facile cogliere in ciò la volontà, da parte del trio romano, di affidare direttamente alla musica il compito di mostrare e raccontare se stessa, slegandola con ciò dalla volontà e dalla presenza delle menti che l’hanno concepita. Una strumentazione elettroacustica essenzialmente artigianale e la determinazione nello spingere timbriche e impasti oltre i confini del già noto sono, comunque e inequivocabilmente, frutto di quelle menti. Quella ricevuta da Nuova Consonanza non è però un’eredità materiale, bensì un’eredità genetica con tutto quello che ciò comporta in termini di evoluzione. Gli Ossatura hanno ben chiaro, a differenza di gruppi simili quali i Supersilent, il valore della profondità, del silenzio e di tutti quegli equilibri indispensabili ad ogni espressione musicale che intende guardare in avanti. La crisi – addirittura pronosticabile – per l’abbandono di Maurizio Martusciello non c’è stata e i tre musicisti rimasti, Fabrizio Spera, Luca Venitucci e Elio Martusciello, hanno adottato giocoforza una formula triangolare che appare perfettamente azzeccata, anche perché raccoglie la crema della nuova improvvisazione italiana. Se “Dentro” aveva suscitato un certo scalpore perché si avvaleva della collaborazione di Tim Hodgkinson, voglio azzardare l’ipotesi che “Verso” è più compiuto, gli è addirittura superiore e, soprattutto, riveste una maggiore importanza per quello che sarà il futuro dei tre musicisti. La presenza di Hodgkinson, infatti, se da una parte dava lustro al progetto e contribuiva a far puntare i riflettori su di esso, dall’altra catalizzava invece l’attenzione mettendo quasi in secondo piano il fatto che fondamentalmente si trattava di un disco degli Ossatura. Ecco che questo nuovo CD, magari alienandosi l’interesse di quella parte di pubblico e critica attratti soltanto dal nome dell’ex Henry Cow, chiarisce invece il valore reale del gruppo e crea le condizioni affinché gli ascoltatori più scafati giungano al riconoscimento dei suoi meriti effettivi che sono indubbiamente straordinari. (no ©)

Voto: 8

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Autore: sos.pesa@tin.it