The Soft Pink Truth ‘Do You Party?’

(Soundslike/Wide 2003)

Come recita il titolo siete invitati al party che questa formazione appositamente crea per voi nelle tracce dell’album.
Chi scrive per ovvi motivi ci è andato a questo party, non tanto convinto di chi ci avrebbe trovato, se si sarebbe sentito in imbarazzo o altro. Invece a dirla tutta la festa non è stata per niente male; anche perché la musica che “veniva messa su”, per così dire, era tutto un revival degli indimenticabili e inossidabili anni ottanta.
Come recitava la canzone: “cosa resterà di questi anni…” ciò che resta sono ritmi ripresi e riannodati al presente grazie a gruppi come i Soft Pink in questione che, associabili al filone tanto in voga di questi tempi, tale elettroclash, mostrano al mondo che loro in quegli anni non stavano a casa a meditare sul senso della vita ma andavano a ballare nei locali oscuri e fumosi dell’underground metropolitano, tornavano a casa e spendevano la paghetta della famiglia non per la merenda ma per il mix che avevano sentito la sera prima e che li aveva fatti
sballare così tanto. E allora via a suoni funky freak da febbre del sabato sera; brani che rimandano ai Depenche Mode al loro massimo in fatto di giacche nere in latex e sudore; disco alla Giorgio Moroder, indimenticabile produttore di Donna Summer che in questo caso ha lasciato a casa a studiare i Matmos. Perché sì, precisazione d’obbligo, facente parte del gruppo è Drew Daniel mezzo Matmos, ma tutto presente negli arrangiamenti che ricordano agli ascoltatori che si fossero sintonizzati solo ora che gli anni ottanta sono stati grandi, ma sono passati. E sono pure ritornati. Potenza della musica.

Voto: 7

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