Rodrigues Rodrigues Paiuk Oliveira ‘Ficta’

(Creative Sources/Fringes 2002)

Un’interessante punto di vista, quello che la “Creative Sources”, di proprietà
del violinista Ernesto Rodrigues ,ci offre. “Ficta” dovrebbe
essere, più o meno, il quinto lavoro di questa piccola realtà portoghese
che si muove su standards radicali piuttosto inusuali, seppur non privi di zone
oscure, che con il proseguio dell’attività speriamo destinati a scomparire.
Il lavoro qui propostoci imposta la sua teoria di base sulla musica ‘Ficta’
in uso fino alla fine del 1500 e che consisteva nell’utilizzo di note estranee
alle scale diatoniche in uso. La trasposizione di questa scuola in ambito moderno
è da intendere come rottura e prosecuzione avanzata del verbo improvvisativo.
Omettendo le implicazioni socio-culturali riportate all’interno della confezione
del cd, possiamo tranquillamente parlare di un prodotto che conosce molto bene
il linguaggio di mostri sacri come Cage, Bailey, o certi passaggi
di Cecil Taylor, ma contemporaneamente ne trasporta lo spirito in una
dimensione piuttosto rarefatta, se non talvolta onirica. Il lavoro si avvale
di un’ottima opera di sottrazione del suono preferendo togliere che aggiungere
rivelando, in questo, un’ottima capacità e proprietà del linguaggio
utilizzato. Ma non è tutto oro; vi sono infatti momenti altamente noiosi
dovuti, forse, all’eccessiva volontà da parte dei musicisti di dimostrare
capacità di autocontrollo sicuramente ottime, ma che limitano notevolmente
le soluzioni più aspre, in virtù di una scrittura fortemente collettiva
ma priva di guizzi solistici in grado di spezzare lo stato di narcosi che talora
si crea. Da sottolineare anche la qualità ottima della registrazione
che, se da una parte rende le porzioni strumentali scintillanti come poche, dall’altra
aumenta la carenza di zone impervie, avvolgendo l’ascoltatore in un fastidioso
senso di vuoto (da non confondere con il termine silenzio).
Da rivedere sicuramente, ma non da bocciare, poichè le capacità
espresse dal Rodrigues e dai suoi compari sono sicuramente ottime per la volontà
ferrea che dimostrano nel voler distinguersi nel panorama non ortodosso,
ma da rivedere per quel che concerne il trasporto emotivo che, talvolta, sancisce
la differenza fra un buon disco ed un capolavoro.
Un cantiere ancora aperto che lascia intravedere strutture di una certa complessità.

Voto: 6

Link correlati:www.geocities.com/creativesources_rec