Jeffrey Stadelman ‘The Messenger’


(Navona 2013)

Nobile intenzione, quella del compositore Jeffrey Stadelman, di creare musica bella in contesti di avversità; di inventare una inedita forma di lirismo. In parte ci riesce, nel brano centrale di questo cd Navona, The Messenger, in tre lunghi movimenti, piuttosto simili tra loro, dove armonicamente ci si trova spesso al confine con l’atonalità, l’avversità che pone continui imprevisti di ordine musicale ed espressivo cui l’autore fa fronte disegnano fraseggi che donano agganci temporanei all’ascoltatore, escogitando soluzioni (soprattutto timbriche, talvolta anche ritmiche) che sorprendono e scuotono, e ci conducono sani e salvi alla fine del viaggio. Nell’ascoltarlo, ho scorto somiglianze con la Sinfonia del da poco scomparso Elliott Carter, anch’essa un’opera ricca di momenti di inattesa bellezza all’interno di una misteriosa giungla di suoni. Meno efficace lo stesso tentativo, quando alle risorse infinte di un’orchestra si sostituisce lo strumento singolo (flauto o pianoforte): le frammentate suite che seguono non producono alcun episodio degno di nota, e mostrano i limiti di una siffatta ricerca musicale.

Voto: 5

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