Collettivo Di Resistenza Culturale ‘Uno’

(Setola Di Maiale 2011)

Presentato in Sardegna, durante l’estate del 2011, allo Stramb
Fest
di San Gavino Monreale, il progetto Collettivo Di
Resistenza Culturale
, organizzato da Elia Casu e Paolo
Sanna
(Ongaku2), è un ottimo esempio di come, una
griglia espressiva ben definita in partenza, possa generare
un’interessante, e sempre diverso, rapporto comunicativo collettivo,
qual che siano gli interpreti del momento.
Una griglia compositiva,
luogo d’incontro/bacino d’incubazione, per relazioni future.
La
faccenda, si svolge e svolgerà, in questa maniera: verranno
proposte agli artisti, sempre le stesse due composizioni
(responsabili, Casu e Sanna), che terranno conto, nella fase di
invito, sia dello strumento utilizzato, sia delle sue peculiarità
timbriche, creando cosi, di volta in volta, un’esposizione (per
strumentazione e sentire comune), non convenzionale.
Stante il
fatto che, tutti i coinvolti, son dediti al salto mortale senza
rete.
La formalizzazione del tutto, si traduce in una partitura
scritta, consegnata ai musicisti, che conterrà indicazioni
grafiche di minima.
Una questione di sensibilità estrema
dunque.
Un lavoro di traduzione istantanea, che ad ogni successiva
interpretazione, darà vita ad una nuova, originale, figura
compositiva (che mai, logicamente, verrà riprodotta tale e
quale).
Messa in questa maniera, si potrebbe obiettar: Che gran
rottura di coglioni!
Peccato che ciò, non sia propriamente
esatto.
Come in questo caso.
Sanna e Casu, son batteria
preparata, percussioni, chitarra elettrica a sua volta trattata ed
elettronica.
Si aggiungono Angelo Contini al trombone (che
di non poco, con il suo operato, strappa un sorriso), Silvia Corda
ad harmonium, oggetti e glockenspiel, Adriano Orrù, al
contrabbasso.
Non pensiate neanche per un istante, di trovarvi
incastrati nel bel mezzo di un mucchio di spine, non ci siamo.
Ne
vien fuori, un dialogo a cinque, ironico, spazioso, spericolato e
sempre, continuamente, ben tenuto a freno ed indirizzato, dalla
partitura grafica.
Immagino, che nel mezzo di tutto ciò, si
sviluppi anche un bel contrasto performativo, davvero niente
male.
Parlo del gesto, del colpo mimato che mai arriva, della
metafora potente ed evocativa, che si nasconde dietro ogni singolo
movimento corporeo.
Son spinte, abbracci e rincorse, che strappano
un sorriso ed evitano ogni approssimazione espositiva, tipica di
genere (impro, è feroce pratica di vita quotidiana, non botta
di culo).
Al prossimo giro, a Casu e Sanna, si aggiungeranno
Patrizia Oliva e Stefano Giust.
Ci saremo senza
dubbio.

Voto: 7

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