Sophie Lilienne ‘Lies, Kisses and Redemption’


( Garage Records/Go down Records 2011)

‘Lies, kisses and redemption’. Un titolo breve, conciso e moderno. Rimanda ad una sorta di cupezza e sensibilità che viene poi confermata con la frase dietro la copertina del cd che ci annuncia “attraverso questa musica asciugherò le tue lacrime”. Fondamentalmente ci sono tre cose che rovinano quest’album: i testi (quelli in italiano sono davvero terribili e melensi), una certa ripetitività (confusa tra l’altro) nei suoni e il cantato molto anni ’80 ma negli aspetti più brutti. E’ sempre troppo tragico da diventare noioso. Il tutto si muove tra elettronica, violini e chitarre. I testi sono per la maggior parte in inglese cantati trascinando le parole. Singe (presente in due versioni, italiano e inglese) ha un bell’incipit, è cupa, quasi inquietante. Purtroppo da lì in poi sembra di ascoltare sempre la stessa canzone con qualche variazione ogni tanto. Trustful è uno degli episodi che preferisco musicalmente perché i violini (e qui grande applauso a Nicola Manzan) emozionano e si fondono con l’elettronica dando un’aria malinconica, infatti il testo parla di mancanza e si percepisce. Some- more suona molto anni ’80, soprattutto per la batteria. Human –Nature viene dallo spazio. Vivi chiude l’album e devo ammettere che lo chiude bene con una coda strumentale molto bella, dolce e pura. Credo che questa band abbia un grande potenziale ma per ora, come direbbe la mia ex professoressa di latino, “ha le potenzialità ma non si applica”. Ci tengo a segnalare due ospiti nell’album: il produttore Mantelli e il, già citato, polistrumentista Nicola Manzan al rhodes ed ai violini, tutti e due reduci dall’avventura con il Teatro degli Orrori.

Voto: 4

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Autore: rakyrock@hotmail.it