AA. VV. ‘Twisted Cabaret Vol. 1’


(Volvox Music/Dense 2010)

“Twisted cabaret”, ovvero “cabaret perverso”. È questo il filo conduttore del progetto della Volvox Music: una raccolta in due cd (una compilation musicale ed una collection di videoclip) dedicata a tutti quegli artisti che si sono cimentati e si cimentano tutt’ora in una riscrittura in chiave moderna degli stilemi del cabaret di Weimar, ovvero quella forma d’arte che mescolava canzone, ballo e teatro e che raggiunse il suo splendore proprio nella Germania degli anni ’20 e ’30.
Gli artisti coinvolti nell’operazione sono molti; ma contrariamente a quanto accade solitamente in questi casi, l’ascolto del disco non rivela quei tipici saliscendi qualitativi provocati dall’alternanza di brani notevoli e clamorose cadute di stile. Il livello del disco è mediamente alto, insomma, ed accanto a piccoli gioielli si collocano brani che, se non sono alla stessa altezza, risultano quantomeno interessanti.
Si comincia con i The Tiger Lillies, alle prese con Start a Fire, un delirante inno alla piromania. Segue Baby Dee (che in passato ha collaborato con Antony & The Johnsons e Current 93) con la sua The Earlie King, in cui le volcals (ovviamente) teatrali sono sorrette da un dialogo tra pianoforte ed archi. Gli Evelyn Evelyn (nome dietro il quale si nascondono Amanda “Dresden Dolls” Palmer e Jason Webley) puntano invece su un brano più spumeggiante (ma anche più prevedibile) come Have You Seen My Sister Evelyn?. E dopo questo frizzante siparietto di poco più di due minuti arriva il primo capolavoro del disco, The Sweetest Song, un delicato valzer firmato dai The Real Tuesday Weld di Stephen Coates (che del resto ha imperniato tutta la sua carriera sulla riproposizione in chiave moderna di sonorità anni ’30). Bank of Boston Beauty Queen dei Dresden Dolls è invece decisamente ordinaria, e anzi sottotono rispetto ai loro standard. Budam, con Da Da Da Die, propone invece un’efficace marcetta da banda gitana, che fa da preludio a Et Alors dei The Maxi Monster Music Show, altro brano notevole, impregnato dello spirito degli chansonnier francesi. Poi tocca ad un nome di quelli che hanno fatto la storia del rock: i Residents. The Dying Oilman ha un incedere minaccioso e tastiere spettrali, inquietanti, e sebbene non sia all’altezza dei capolavori del passato, dimostra come la classe del misterioso quartetto americano sia ancora intatta. Gekko Renka di Kokusyoku Sumire mescola il cabaret con il tango e la musica dei balcani: il brano, cantato in giapponese, è intrigante nella sua assoluta, totale follia. Così come intrigante è anche la sbrigliata Saylor Sandham’s Sister dei Katzenjammer Kabarett, mentre i Vermillion Lies, con Bonnie & Clyde, giocano con il doo-wop e ci regalano una piccola delizia d’altri tempi. Tutto l’opposto di Little Annie, che con la pianistica Sit on Down tratteggia una splendida ballad in cui si respira aria di musical. L’olandese De Kift in Knoeck preferisce giocare con fiati sudamericani ed hip hop, ma tocca ai The Legendary Pink Dots regalare il secondo vero capolavoro della compilation: la loro Man or Mouse è una inquietante ed ipnotica giostrina sospesa tra psichedelia ed avanguardia. New Guitar di Aranos si ispira palesemente alla musica gitana, ma più che a Bregovich fa pensare a Tom Waits; Marcella and Forget Me Nots (ovvero l’italiana Marcella Puppini) recupera un po’ della verve che mancava al pezzo dei Dresden Dolls con l’aggiunta di un gusto decisamente più barocco. Chiudono il disco due brani elettronici, Vapamou Rire di eL TiGeR CoMiCs GRoUP & Joël Hubaut, pezzo dalle atmosfere sospese ed inquietanti con un intermezzo industrial, e la delirante Balloon Animal Suicide (Big Blue Ribbons) dei Little White Rabbits Still Bleed Red.
Al di là del secondo disco che compone il progetto (che, come detto all’inizio, raccoglie videoclip e filmati di performance live degli artisti coinvolti nell’iniziativa), “Twisted Cabaret Vol. 1” è un’opera assolutamente interessante ed intrigante nel suo tentativo di dare nuova linfa ad un genere che ha ormai ben settant’anni di vita.

Voto: 7

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