Durán Vázquez ‘Laissez Faire, Laissez Passer’

(R.O.N.F. Records 2010)

Dello spagnolo Durán Vázquez, avevamo parlato
in precedenza, in occasione del suo split d’esordio, con Sumugan
Sivanesan
, sull’interessante label portoghese, Crónica,
nel 2003 (“Product”).
Materiali tumultuosi ed altamente
infiammabili, quelli maneggiati dall’artista di Vigo.
Cupi,
introversi, scontrosi e minacciosi, filiazione diretta, della vecchia
scuola industriale.
Noise, dark ambient, solitudine e catatonico
abbandono.
Questo suo nuovo, “Laissez Faire, Laissez Passer”,
è lavoro, che racchiude materiali, composti e prodotti, fra il
2004 ed il 2007, successivamente remixati e rimasterizzati, nel
2009.
Combustioni fragorose, abrasioni elettroniche, suoni
trovati, desolate distese ambientali, irrimediabilmente vuote.
Nulla,
dei cliché di genere; ci è risparmiato.
Convulsioni
sonore stridenti, che guadagnano in penetrazione, quando si stendono
a perdita d’occhio, come drappo luttuoso.
Gli attacchi frontali,
al contrario, paion esser notevolmente penalizzati, dal tempo
intercorso, fra creazione, e pubblica emissione.
Scorron,
solleciti ed impietosi, rimandi a sigle storiche, Lustmord,
Illusion Of Safety, Spk.
Probabile, che, “Laissez
Faire, Laissez Passer”, sia soltanto uno sguardo fugace,
all’interno di un diario di bordo polveroso.
Ce lo
auguriamo.
Sappiamo perfettamente, che la strada della
sperimentazione, è fatta di passi falsi, e repentine
accelerazioni.
Capita.
Per nostalgici oltranzisti.

Voto: 6

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