Santo Barbaro ‘Mare Morto’

(Ribess Records 2010)

Strano che un musicista dotato come Pieralberto Valli, titolare del progetto Santo Barbaro, sia così poco noto. Anzi, a ben guardare non è affatto strano. Viviamo in tempi in cui è la musica di facile ascolto che va per la maggiore, e per gente come il cantante/chitarrista/autore di Forlì c’è sempre meno spazio. Figurarsi che questo “Mare Morto” (alla cui realizzazione hanno partecipato Marco Frattini alla batteria ed alle percussioni, Francesco Tappi al basso e contrabbasso e Giacomo Toni al piano ed alla fisarmonica) originariamente fu pubblicato nel 2008 come autoproduzione. Ma evidentemente qualcosa deve esser giunto all’orecchio di quelli della Ribess Records che, un paio d’anni più tardi, hanno deciso di mettere sotto contratto Valli e di ristampare la sua opera prima corredandola di una raccolta di racconti scritti dallo stesso cantautore, dal titolo “Un giorno passo e ti libero”.
La confezione insolitamente “sontuosa” per una produzione indie non ha snaturato affatto lo spirito originario del disco. Valli si muove con innata maestria tra il cantautorato sbilenco di Capossela, le cupe litanie radioheaddiane, le esplosioni sonore dei Marlene Kuntz ed il folk pensoso di De André senza perdere mai la bussola ed anzi riuscendo nell’impresa apparentemente impossibile di coniugare influenze (apparentemente) così distanti tra loro. Il risultato di questa operazione sono autentiche gemme come Santo Barbaro, Mine Gravide, Nero Deserto, Occhi Immensi, Il Mondo è la Patria di Chi Non Ha Dimora, Noir, Nuovi Schiavi e Mare Morto.
Un’opera intensa, malinconica, suggestiva. Una boccata d’aria nuova per la musica italiana.

Voto: 8

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