R.U.N.I ‘Fula fula fular’

(Wallace Records/Megaplomb/MotorGraffo Society 2008)

Banali? No. Irriverenti? Si. Demenziali? Abbastanza. Sicuramente distorti e pop. In questo modo si presentano i R.U.N.I. con questo nuovo lavoro, volutamente sbilenco che ha un approccio simile a quello del più irriverente Frank Zappa. D’altronde i quattro lombardi zappiani lo sono anche nell’allegra copertina circense e nelle sperimentazioni, apparentemente semplici, ma in realtà improvvisate e sempre con un ottimo sostrato noise, anche molto bene la base è funk.
Certo se non avete capito che cosa suonino i R.U.N.I. di “Fula fula fular” non preoccupatevi, perché in questo caso è molto opportuno parlare di genere inclassificabile. Il quartetto parte con il funk stralunato e deviato de La marcia della merce marcia, per proseguire con il funk circolare ed elettronico di Se vuoi essere un bassita e con l’ipnotica Dimmi che è inchiostro simpatico. Eppure mi cambio le mutande tutti i giorni è un indie-pop sbarazzino e spezzettato e a volte sincopato, mentre Cacca malata se ha una prima parte eccessivamente psichedelica, la seconda vive una profonda aritmia, la conclusiva Ti piace l’opera? ha invece un piglio frivolo e minimale.
Se volete deviare dalle solite manfrine pop, questo è il disco che fa per voi.

Voto: 7

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