Maqom ‘Tam-El’

(Trasponsonic 2007)

Drones registrati in caverna da una piccola ma promettente etichetta sarda. Se l’isola che guarda da distante il continente negli ultimi anni ha sfornato alcuni dei talenti jazzistici più importanti sul panorama internazionale, con questo disco possiamo dire che le idee musicali non mancano anche sul terreno off-epic-folk.

Un percorso che richiama le avventure dei primi Pink Floyd, quando il crazy diamond brillava di una luce aliena. Anche qui i suoni sono dilatati, distanti, echi naturali di un attaccamento alla terra che traspare e abbaglia. Il mantra à la Anthony in Lamed, la chitarra wave-doom riporta a galla riti e suoni che ricordano l’esperienza Southern Lord (vedi la tendenza segnata dagli OM), percussioni e flauti in estasi nella meditazione di Qre, le voci riverberate in Ain quasi come dei Bauhaus su Cramp (!), la pura essenza cantautorale in Quof, la progessività esplosiva nella conclusione, una di quelle cose che si ascoltavano tanto tempo fa su Constellation.

Il folk doom di classe ce l’abbiamo anche in Italia. Sempre dalla periferia. Meditazioni e scene al di fuori del tempo. Un disco che merita l’ascolto attento. Una cosa che scotta e che va digerita. Ricerca del nuovo attraverso le vibrazioni direttamente dalla terra. Un rito obbligatorio. La madre ispira visioni cosmiche.

Contatti:
Santoru Mirko
Via Don Milani 40
08015 Macomer (NU)

Voto: 10

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Autore: taffey6977@gmail.com