You Should Play in a Band ‘S/t’

(Black Candy Records/Audioglobe 2006)

Nato da una costola della Juniper Band, il progetto acustico YSPIAB si rivela come una delle novità post-folk più promettenti dal sottobosco indie italico. Decisamente orientato a sonorità country-rock americane (masterizzato in Arizona da Roger Siebel), il disco spazia sui territori che in questi anni post-2K abbiamo imparato a conoscere dopo l’avvento della combriccola Akron/Family, dopo il ripensamento del pop da parte dei Belle And Sebastian e dopo lo sconquasso canadese ad opera della Constellation.

Qui la lezione dei maestri inglesi – l’inserire strumenti quali trombe e improbabili organetti à la Stereolab (vedi la progressiva Our Beautiful Land) – è mescolata a una sensibilità che ricorda le armonie di Neil Young (non a caso c’è una cover/tributo di uno dei suoi inni: When You Dance I Can Really Love) e a una vena melò mutuata dagli ascolti dell’Emilia dei primi Giardini di Mirò o dal tono slavato della 4AD anni 80 (incarnato nei Red House Painters).

Un rock sicuro, deciso e che senza mezze misure si rifà alla tradizione western di morriconiana memoria (la cavalcata di Gemini), al blues scarno che ricorda le malinconie con una vena noisy di Cat Power (Every Hour Wounds, Last One Kills e lo stupendo inno con gli archi To The Glow) e a quel paesaggio post-rock che avevano già in parte esplorato i Flap. Uno slow-blues-core che resetta le sonorità della prateria italiana. La nuova generazione del post riparte da Bologna, in contatto diretto con gli eroi americani del blues.

Etichetta: www.blackcandy.it
MySpace: www.myspace.com/youshouldplayinaband
Contatti: contacts@youshouldplayinaband.com

Voto: 8

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Autore: taffey6977@gmail.com