Black Eyed Dog ‘Love is a dog from Hell’

(Ghost records 2007)

Un cane dagli occhi neri dice che l’amore è un cane venuto dall’inferno. E alla fine in copertina ci finisce un gatto bianco. Ẻ lo strano caso di Black Eyed Dog, giovane cantautore italico che ha viaggiato in lungo e in largo da Washington a Los Angeles, da Londra a Palermo (dove attualmente vive e lavora) e che esordisce con l’ineffabile album dal titolo “Love is a dog from Hell”.

Ma torniamo al nome artista, “Black Eyed Dog”. Vi dice nulla? E’uno dei brani più intensi ed introspettivi di Nick Drake, a quanto pare Fabio Parrinello, voce, chitarra e piano, gli dedica più di una piece. Le influenze del più nobile songwriting albionico (che godono pure di svariate peculiarità americane) non sono sufficienti però a spezzare l’ipoteca che pende su questo disco-esordio, che la stampa arci-coccola profondendosi in paragoni surreali. Volano nomi grossi come Tom Waits, Devendra Banhart o addirittura Bright Eyes e Mark Lanegan. (Ma stiamo scherzando?!). Federico Guglielmi, sul mensile Il Mucchio Selvaggio scrive: « Black Eyed Dog è uno di quei solisti un po’…speciali, come provato da un esordio che spazia con un gran bell’equilibrio di levità e spessore[…] gli arpeggi, gli innesti di piano le trame avvertono echi di Bonnie Prince Billy, Calexico, Kurt Cobain in un appassionante gioco di rimandi». Oppure su Rumore si legge: « La lingua risuona, anche perchè la musica è secca, asciutta. Diremmo quasi desertica, già da Masks & Needles, dove si affaccia lo spettro di Mark Lanegan» .
Elogi impegnativi che nemmeno Wilco.
Meriterà davvero il premio “Fuori dal Mucchio”? Mah, non direi.
I brani sono lenti, esili, già ascoltati, il fascino folk e intimista di certi pezzi (Careless, Lù and Me) riscattano il disco solo a metà e dopo un po’ non tocca più le corde di chi lo ascolta. Non mancano i pezzi da ‘Five leaves left’ alla Nick Drake o gli arpeggi impeccabili (No name, Broken Wing) e i pezzi graffianti e convincenti (Blue eyed girl, Cruising). In totale sono ventinove minuti di pure ballads in cui si fa a pugni con la propria dibattuta, complicata, personalità musicale, (ma quale delle tante attribuitegli?). Non bastano una chitarra, una perfetta pronuncia inglese e un paio di cd di Tim Buckley per improvvisarsi cantautore.

Tracce:

01. Masks and Needls

02. Careless

03. Blue Eyed Girl

04. Lu & Me

05. Selma Before

06. Diazepam for Robin Hood

07. Cruising

08. Ballad of Descruction

09. Broken Wing

10. No Name #7

11. Enfant de la Nuit

Voto: 5

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