Stephen Flinn/Noah Phillips/Tim Perkins ‘Square Circle’

(Pax Recordings
2006)

È sempre un piacere poter
scrivere di un lavoro partorito dalla Pax Recordings, funambolica
label di San Francisco, poco avvezza a fornire certezze musicali
ma prodiga nell’offrire materiali sonori sempre diversi, non legati
a nessun trend preciso, uniti da un filo logico inesistente ma
caratterizzati da una indiscussa qualità creativa. Stephen
Flinn alla batteria e percussioni variamente assortite, Noah Phillips
alla chitarra e l’occasionale intervento alle electronics di Tim
Perkins, per 15 tracce di musica improvvisata a metà strada
tra ardite ipotesi jazz e derive elettroacustiche condotte con piglio
avventuroso ma anche elegante e sofisticato. A dispetto delle
attività strumentali a tratti anche frenetiche il feeling è
molto dimesso, sornione, impregnato di sonnambulismo e di una strana
forma di malinconia, di forme blues industriali che permettono di
godere della musica a vari livelli di attenzione: scenari acustici
che sembrano un eterno e sognante soundcheck dai quali si
entra e si esce a piacimento, sicuri di trovare sempre dettagli
ancora inesplorati. Tutto verge sugli incessanti dialoghi di
chitarra e percussioni, lunghe argomentazioni attorno al nulla, tesi
e supposizioni condotte seguendo territori sconnessi e accidentati,
labirinti mentali nei quali nessun filo d’Arianna può essere
d’aiuto nel trovare la via d’uscita. Grande uso di feedback
scostante e altero, fratturato e dissonante per la chitarra Phillips,
che non rinuncia a brevissime incursioni in territori più morbidi,
dove aleggia lo stesso spettro blues del Taku Sugimoto di
“Opposite”, mentre Flinn si esibisce in un variegato repertorio
che spazia da suoni stile cianfrusaglie del ferrovecchi a improvvise
eruzioni sui piatti e sulle pelli. Ovviamente bisogna menzionare
anche il lavoro di Perkins, apparentemente in disparte ma che non
manca di segnare con discrezione alcuni momenti del disco, come negli
effetti sottilmente sci-fi che appaiono filiformi nella lunga, e
bellissima, Turk. Semplicemente ottimo.

Voto: 8

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