Ants Records News

Tre Nuove Uscite, Tre. Click Per Infos.

ants records
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http://www.silenzio-distribuzione.it/ants.htm

presenta 3 nuovi CD !!!

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HUGH DAVIES
Tapestries

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AG04 / CD / retail price eu 14,00
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Hugh Davies è stato uno dei maestri della musica sperimentale contemporanea.
La sua instancabile ricerca per l’invenzione e la sua accuratezza storica,
lo hanno portato ad esplorare diversi campi in musica. Questa è una
selezione dei suoi lavori elettronici, di un settore quindi fra i meno
conosciuti della sua vasta attività, scelti da egli stesso per rappresentare
il suo personale approccio alla materia.
Ora che egli non è più qui con noi, questa collezione rimane come una
impressionante fotografia della sua creatività in musica. Nel più ampio
senso, come era suo solito.
“Quando iniziai la mia carriera musicale nella metà degli anni 60 io pensavo
a me stesso come ad un compositore con un forte interesse in quella che
allora era conosciuta come musica elettronica, specialmente nella musica
elettronica dal vivo. I miei primi lavori con l’elettronica dal vivo mi
portarono presto a quello che divenne il fuoco principale delle mie attività
creative, inventando e suonando su nuovi, inusuali strumenti amplificati.
Dato che ero stato principalmente coinvolto in esecuzioni dal vivo avevo
composto, in confronto, poca musica elettronica su nastro;per quanto, in
aggiunta al mio piccolo studio casalingo, avessi avuto libero accesso ad uno
studio universitario per 25 anni (modesto per i primi 15 anni, poi ben
equipaggiato). Questo album contiene le mie più sostanziali composizioni con
questo mezzo, per nastro preregistrato o CD. Le versioni originali di
quattro di queste cinque composizioni elettroniche avevano una connessione
con il teatro. (…)
Natural Images (1976) e Tapestries (1982-83) furono ambedue commissionate da
piccole compagnie di danza britanniche (…)
Vision (1987) è una espansione della sezione per nastro della mia
composizione per teatro danzato I Have a Dream 1984-85), e materiale simile
viene usato nel solo lavoro che non ha collegamenti teatrali, Celeritas
(1987). From Trees and Rocks (2002) ha una origine abbastanza differente,
essendo statomi commissionato come una delle cinque guide sonore per museo,
per una esibizione a Colonia, in cui i visitatori camminavano all’interno
della galleria indossando delle cuffie, così creando la propria personale
interazione fra la guida sonora selezionata ed i lavori artistici esposti.”
(Hugh Davies)

Libretto di 16 pagine con note di Hugh Davies e David Toop.

(see attached PDF: AG04_cover.PDF)
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lista brani / track list
1) CELERITAS 8’37” / 2) NATURAL IMAGES 12’46” / 3) TAPESTRIES 8’26” / 4)
FROM TREES AND ROCKS 9’48” /
5) VISION 17’00”
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LUCA MITI
Just Before Dawn

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AG10 / CD / retail price eu 14,00
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Quella che vi presentiamo è una delle pubblicazioni più ”intime” da noi
prodotte. Luca Miti è uno “strano” compositore e musicista. Egli ha la non
comune attitudine a costruire esperienze private e a renderle “pubbliche” in
un modo
estremamente naturale. Conosciuto principalmente per le sue composizioni
(molte di esse non convenzionali e “sperimentali” nel miglior senso della
parola) e per le collaborazioni impro-live-scritte, egli è anche un
“esecutore” con molte differenti facce. Una di queste viene mostrata in
questo “album”. Si tratta veramente di un album, nel senso più ampio. E
contiene brani che sono “immagini di vita” per Luca. E sono parte della sua
essenza musicale. Le attività quotidiane, i momenti di amore, i primi
ascolti, le influenze profonde, tutto questo è contenuto in questa
“amorevole” collezione. Il pianoforte è lo strumento “classico” di Luca.
Egli non è l’esecutore tecnicamente perfetto, ma è, per me, il vero
interprete. E, più importante, egli realmente “comprende” (perchè l’ama) la
musica che suona. Questo CD non è solo una collezione di bei pezzi di autori
contemporanei più o meno conosciuti. E’, prima di tutto, un regalo che Luca
fa a se stesso ed a noi, nel tentativo di comunicarci le sue esperienze.
Avrete l’occasione di scoprire alcune piccole gemme in esso. Ed avrete
l’opportunità di ascoltarle nella maniera più “onesta” possibile.

“Ho ricevuto una copia del nuovo master ed è stata una piacevole sorpresa.
Ho sempre pensato a te principalmente come un
compositore, ma qui stai suonando il pianoforte molto bene. E, più
importante, sei un vero interprete. Hai trovato una collezione di pezzi poco
conosciuti che stanno veramente bene insieme e li hai proposti in quella che
mi sembra essere la giusta sequenza. Devo aggiungere che ho apprezzato la
tua interpretazione del mio Long Decays. Molti leggono troppo velocemente e
non danno al suono il tempo di esaurirsi veramente” (Tom Johnson)

“Luca Miti, già presente nella collana “ants” sia come compositore, sia come
esecutore, per questo nuovo CD ha scelto di presentarsi esclusivamente nel
ruolo di pianista, nel senso tradizionale della parola. E infatti è
veramente un bravo pianista e deploriamo il fatto che tale bravura sia
raramente apprezzabile dal vivo.
I lavori scelti per questa uscita possono essere catalogati come musica
minimale, con tutti gli aspetti controversi che il termine implica. Dato che
ormai sono passati alcuni decenni dal periodo di massimo splendore di quel
movimento musicale forse potremmo parlare, per quanto riguarda i brani
recenti, di neo-minimalismo. Non sono un esperto del campo, ma vorrei
proporre una distinzione semplice: un tipo di musica minimale che nella sua
austerità è più vicino al minimalismo nelle arti visivo, prende il termine
abbastanza alla lettera, nel senso che gli eventi sonori sono pochi e il
rapporto suono-silenzio è decisamente sbilanciato a favore di quest’ultimo.
Cage ha portato agli estremi questa linea nel suo pezzo per organo per
Halberstadt: un evento sonoro all’anno. Tra i brani del CD i Passatempi e
giochi d’attenzione n.1 di Michi appare come quello più legato a quest’area.
Il lavoro di Michi poi trascende, proprio nelle intenzioni del compositore,
il formato tradizionale del ‘pezzo’; la sua durata, p.es., è stata
determinata in base alla lunghezza totale scelta per il CD. Long decays di
Tom Johnson – uno dei grandi (non ancora vecchi) del minimalismo – lavora
sul lento estinguersi dei suoni e da ampio spazio a silenzi determinati
dalla lettura (inudibile per gli ascoltatori) di frammenti di testo.
Di Kurtag, difficilmente annoverabile tra i minimali, apprendiamo che ha
scritto un brano vicino alla poetica di questo tipo di minimalismo.
Nell’altro tipo il termine ‘minimale’ sta piuttosto a indicare che il
materiale è assai ridotto e soggetto a variazioni limitate, ma ciò non
toglie che ci siano, a volte almeno, masse di suoni. Questo è il caso del
‘classico’ minimalista nel disco, il Keyboard Study n.2 di Riley nel quale
Miti da un ottima prova come esecutore.
Conoscendo lo stile del compositore Miti si potrebbe pensare che egli si
senta più vicino al primo tipo, ma come pianista dimostra di trovarsi a suo
agio con ambedue, e la selezione infatti offre un numero ben maggiore di
brani appartenenti al secondo tipo. Una caratteristica che pare differenzi i
minimalisti ‘anziani’ e quelli ‘nuovi’ (o almeno molti di loro) è la durata
breve, a volte brevissima, dei brani (specialmente se paragonati a quelli
degli ‘anziani’) di quest’ultimi e il tocco intimistico che permea molti di
essi. Il tono spesso pesantemente assertivo che per anni era la delizia dei
fan di Glass, Riley & Co. (con la significativa eccezione di La Monte Young)
sembra che abbia ceduto il passo ad ancora un’altra (possibile)
interpretazione di minimalismo: brevi “Moments musicaux” con una certa
tendenza verso lo joli, o “Albumblätter” in cui sono presenti (o forse
dovremmo dire “ritornati“) dei riferimenti extra-musicali. Questo è
sottolineato dall’ambientazione che troviamo nei pezzi di Curran e Chauveau.
Nel Journal di Delor troviamo il tentativo di collegare il processo
compositivo al tempo vissuto dell’autore: i moduli del brano vennero
composti uno al giorno in un certo periodo. Nei brani di Piva il riferimento
extra- musicale è la struttura architettonica della chiesa “San Paolo alle
Tre Fontane”. I brani rimanenti (Guidi, Masin – che hanno anche scritto i
loro brani appositamente per Luca – e Burnell) appaiono collocati in
un’atmosfera abbastanza simile a quelli citati prima; anche Cyclic Score
nr.2 di Laurie Spiegel per quanto cronologicamente assai antecedente.“
(Albert Mayr)

Libretto di 8 pagine con partiture di Tom Johnson, Anna Guidi, Enrico Piva.

(see attached PDF: AG10_cover.PDF)
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lista brani / track list

1) GYORGY KURTAG 12 Microludi, n° 8 0’49”
2) TERRY RILEY Keyboard Study #II 20’33”
3) TOM JOHNSON Long Decays 3’39”
4) LAURIE SPIEGEL Two Cyclic Scores, #1 4’04”
5) ALVIN CURRAN A Room In Rome 5’11”
6) GILBERT DELOR Journal du 1/1 au … 3’21”
7) ENRICO PIVA Parlando di S. Paolo alle Tre Fontane versione 1 1’59”
8) ANNA GUIDI “era tanto tempo che non mi succedeva” 2’26”
9) GIGI MASIN Tootle 1’53”
10) ENRICO PIVA Parlando di S. Paolo alle Tre Fontane versione 2 3’37”
11) SYLVAIN CHAUVEAU Radiophonie n° 2 5’13”
12) PAUL BURNELL Just Before Dawn 1’09”
13) FRANCESCO MICHI Passatempi e giochi d’attenzione n° 3 per pianoforte
9’05”
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DAVID MONACCHI
Paesaggi di Libero Ascolto

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AG11 / CD / retail price eu 14,00
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L’eclettico approccio al suono di David Monacchi include sia il mondo
acustico che l’elettronico. Il reale e l’artificale.  Egli facilmente li
miscela insieme e, lavorando con le più diverse sorgenti sonore, è capace di
definire una ricca e sempre crescente tavolozza di “colori sonori”. La sua
ricerca primaria con le registrazioni sul campo costituisce il suo “bagaglio
viaggiante” di ispirazioni. La sua meticolosità e applicazione forniscono le
coordinate precise del suo lavoro, così naturalmente a suo agio fra
“naturale” (caotico) e “costruito” (razionale).
Questo album rappresenta un punto di osservazione sul versante
elettroacustico del suo lavoro.
La Selva degli Orologi, e’ un incantevole paesaggio di oggetti meccanici che
egli porta alla vita per mezzo di una chiara sensibilità musicale.
Acqua, per suoni concreti, è una esplorazione ed un viaggio cinematico
attraverso la fonte di vita primaria.
Ciclo Circadiano, per suoni ambientali, e’ la somma di anni di registrazioni
“in situ”, assemblate e lavorate in una genuina maniera “concreta”, sulla
base delle 24 ore del giorno.
Intorno all’Origine rappresenta una sorta di summa darwiniana; un percorso
che l’autore compie attraversando differenti stati (i richiami arcaici, le
immagini reali, i paesaggi sonori artificiali, le nuove esperienze sonore)
trovando infine la propria personale via alla costruzione musicale.
Paesaggi di Libero Ascolto è il colorato ritratto di una gioiosa mente
musicale, che merita una attento ascolto.

Libretto di 16 pagine con note dell’autore + pieghevole di 12 pagine con due
partiture.

(see attached PDF: AG11_cover.PDF)
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lista brani / track list

1) LA SELVA DEGLI OROLOGI 12’33”
2) ACQUA 13’13”
3) CICLO CIRCADIANO 24’00”
4) INTORNO ALL’ORIGINE 15’43”
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