PATTI SMITH E DAVE LOMBARDO NELLA SEZIONE CINEMA + SAMMY JO e ACID MARIA Dj sets

Patti Smith E Dave Lombardo Nella Sezione Cinema + Sammy Jo e Acid Maria Dj Sets A Gender Bender 2005 A Bologna Dal 31 Ottobre Al 6 Novembre. Click For Infos.


 PATTI SMITH E DAVE LOMBARDO NELLA SEZIONE CINEMA + SAMMY JO e ACID MARIA Dj sets a GENDER BENDER 2005


Dal 31 ottobre al 6 novembre 2005 Bologna ospita la terza edizione di GENDER BENDER, festival internazionale che presenta i nuovi immaginari prodotti dalla cultura contemporanea, legati alle rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale. Il programma si articola lungo percorsi tematici specifici: Arti Visive, Cinema, Teatro, Tv, Letteratura per concludersi infine con i Parties serali.

Un filo conduttore di interesse musicale percorre quest’anno la programmazione: dalla Patti Smith “velevetiana” protagonista del primo film di Robert Mapplethorpe, ai musicisti speed-metal e hardcore che si esibiscono in due dei Cremaster di Matthew Barney (Dave Lombardo e Steve Tucker – nella “parte” di Johhny Cash! – in Cremaster 2, le band Agnostic Front e Murphy’s Law nel terzo); dalle scelte lynchiane delle canzoni anni 50 di Jesper Just alla carrellata di singoli, sempre anni 50 ma di gusto deliziosamente kitch, personalmente selezionata da John Waters per il suo A Dirty Shame; dalla disco elettronica che Amanda Lear presentò nella storica serie televisiva Stryx del 78 al moderno electroclash e minimal-techno che i dj Sammy Jo e Acid Maria presenteranno nei Party serali.


Nella SEZIONE ARTI VISIVE, evento di punta sarà il Cremaster Cycle di MATTHEW BARNEY
(dal 31 ottobre al 3 novembre, Cinema Lumiere, via Azzo gardino Bologna).
Senza dubbio la più ambiziosa e stupefacente operazione artistica prodotta nell’ultima decade, grandioso gesamtkunstwerk composto da disegni, fotografie, sculture e installazioni, il ciclo Cremaster è soprattutto una saga cinematografica in cinque capitoli girata nell’arco di otto anni, realizzata con mezzi mai fino ad allora messi a disposizione per un’opera videoartistica. Girati in ordine non lineare (4, 1, 5, 2 e 3), ogni episodio è ambientato in località ed epoche diverse, identificato da propri colori ed emblemi e ispirato a generi cinematografici differenti. Presi assieme formano una sterminata cosmologia popolata di allegorie e simboli, i cui enigmatici protagonisti vanno da creature fantastiche quali l’uomo-capro ballerino di tip-tap di Cremaster 4 o i giganti della mitologia celtica Fionn e Fingal del 3, a personaggi storici reinventati, come il criminale Gary Gilmore e l’illusionista Houdini (che appaiono nel 2 per poi tornare metamorfizzati negli episodi 3 e 5), a cerimoniali estratti dalla religione Mormone e dai rituali Massonici. Motivo ispiratore dei cinque film è l’attività del cremastere, un muscolo involontario dalla duplice funzione: nell’uomo adulto sostiene i testicoli, ritirandoli o rilasciandoli in modo da mantenere costante la temperatura interna e garantendo così la fertilità del liquido seminale; durante la formazione del feto, invece, la sua comparsa determina la costituzione di un genere sessuale piuttosto che l’altro. I cinque episodi descrivono appunto “la lotta di un sistema in conflitto con se stesso per rimanere indifferenziato quanto tutti i fattori determinanti portano verso la differenziazione” nelle tappe del passaggio tra piena ascensione e discesa completa.
Interpretato, tra gli altri, da Ursula Andress, lo scrittore Norman Mailer, la modella paraplegica Aimee Mullins e lo scultore Richard Serra, il ciclo, le cui musiche sono state interamente composte da Jonathan Bepler, contiene anche dei curiosi cameo di musicisti speed-metal e hardcore: in Cremaster 2, che mette in scela la storia di Gary Gilmore, Dave Lombardo (Slayer e Fantomas) e Steve Tucker (Morbid Angel), uno mentre suona la batteria e l’altro mentre, completemente ricoperto di api, parla al telefono, vengono a rappresentare collettivamente “The Man in Black”, ovverossia Johnny Cash, dal quale si dice Gilmore abbia chiesto di ricevere una telefonata come ultimo desiderio alla vigilia della sua esecuzione. Le band Agnostic Front e Murphy’s Law figurano invece nel terzo episodio mentre si sfidano (con tanto di mosh pit di fan al seguito) a colpi di pezzi all’interno del Guggenheim Museum di New York, simboleggiando una delle cinque prove rituali che il protagonista del film (Matthew Barney) deve superare.

Nella stessa sezione, domenica 6 novembre (Cinema Lumière) l’OMAGGIO A ROBERT MAPPLETHORPE vede tra i protagonisti PATTI SMITH:
Patti Smith Still/Moving (Usa 1978, 16’) e Lady (Usa 1984, 5’), sono gli unici due cortometraggi, rarissimi e quasi mai visti, girati da Robert Mapplethorpe. Protagonista del primo è la poetessa e cantante americana, che il fotografo aveva incontrato al Pratt Institute di Brooklyn e assieme alla quale visse fino al 1970, continuando comunque anche negli anni successivi a frequentarla e a ritrarla (dalle prime polaroid del 73 alle copertine per gli lp Horses, Wave, e per quello del ritorno sulle scene nell’88, Dream of Life). Nel film a lei dedicato, l’impressionante performance della Smith è una trasparente testimonianza di come, nella New York ’78, lo spirito punk si collegasse senza soluzione di continuità alle “energie negative” che avevano caratterizzato la sottocultura underground della città fin dagli anni sessanta. Sempre peraltro intrecciate a una paradossale (ma non troppo) aspirazione/nostalgia verso un’innocenza perduta: non a caso il film, commentato da un assolo di chitarra “velvetiano” (con un interludio di cornamuse), e che mostra una Smith avvolta tra bianchi tendaggi indossare una vestaglia che potrebbe dirsi virginale, se non fosse lacerata da violenti strappi, è stato programmato dalla cantante come “omaggio a William Blake” a margine di una mostra del 2000 sul visionario poeta/pittore a Londra.
Nel breve ma elaborato lavoro, girato nello studio del fotografo, riprese della cantante mentre è in posa sono alternate agli scatti effettuati, ed ad altri momenti in cui, visibilmente alterata, leggendo i propri appunti o maneggiando uno dei diavoli in bronzo di cui Mapplethorpe faceva collezione, si lancia in un monologo sulla propria comunicazione con Dio, sul rapporto tra Dio e Lucifero e tra artista e pubblico. Lady è invece dedicato a Lisa Lyon, prima campionessa mondiale di bodybuilding, che il fotografo aveva incontrato nell’80 e al cui corpo michelangiolesco, enigmatica coesistenza di maschile e femminile, Mapplethorpe dedicò tre anni di lavoro. Il breve video a colori la riprende mentre si esibisce in diverse incarnazioni: in stravaganti vestiti d’alta moda, aggressivi completi fetish o statuaria presenza completamente nuda. Completa l’omaggio all’artista “Robert Mapplethorpe”, documentario diretto da Nigel Finch per la serie BBC Arena. Oltre a interviste al fotografo, già visibilmente segnato dalla malattia, alla Lyon e alla Smith, e a estimatori come lo scrittore Edmund White, il documentario è l’unica occasione per poter vedere un estratto (la regista l’ha ritirato dalla circolazione) di Robert Having his Nipple Pierced di Sandy Daley, girato nel 1970 nella stanza del Chelsea Hotel di New York, che Mapplethorpe e la Smith condividevano all’epoca. Il film ritraeva l’intervento di piercing fatto al fotografo, mentre il suo boyfriend assisteva e la Smith recitava un monologo improvvisato su vari soggetti, dalla sua infanzia a suo fratello travestito a Bob Dylan.


SEZIONE TV:
La sezione (mercoledì 2 novembre, Cinema Lumiere) è dedicata a Enzo Trapani, autore e regista che seppe rinnovare la TV italiana con varietà di grande successo (Non Stop, Alta Pressione, Te la do io l’America, e i primi Fantastico) ma che concluse la sua carriera tragicamente, suicidandosi nell’89. Gender Bender dedica una sezione a una delle sue più riuscite “creature”: Stryx, il varietà del 1978 che propose al pubblico italiano un immaginario debitore delle profonde trasformazioni sociali innescate dalla rivoluzione sessuale cominciata negli anni precedenti. Condotto da Tony Renis in uno scenario inedito per la televisione di allora, a metà tra l’antro di una strega, un girone dantesco e lo Studio 54, il varietà mascherato, anticonformista e surreale, invitava cantanti all’apice della loro carriera a partecipare al gioco del travestimento: una Grace Jones chiusa come una belva in una gabbia trasportata da leathermen, Amanda Lear in tutine aderentissime che presentava i brani del suo lp più riuscito, Sweet Revenge, e una Patty Pravo esibitasi provocatoriamente a seno nudo”.

Dedicata a sonorità meticcie, a metà tra pop e electroclash, patinata e stylish, la SEZIONE PARTY è inaugurata dal newyorkese SAMMY JO
(lunedi 31 ottobre Cassero Via Don Minzoni 18 Bologna).
Sammy Jo ha iniziato la sua attività di dj nel 1997, nel nightclub newyorkese Mother, già sede del leggendario party Jackie 60, uno degli appuntamenti più conosciuti e scantenati della disco scene di Manhattan. Ad un party cyber fetish, il Click + Drag, incontra Jake Shears, futuro membro degli Scissor Sisters. I due artisti scoprono una passione comune per ogni genere musicale, che amavano rimaneggiare e proporre al pubblico filtrando il tutto con sonorità punk ed electro-rock. E’ l’inizio di una lunga collaborazione: mentre la neonata band manda in giro i suoi demo alle varie etichette discografiche, Sammy Jo li fa conoscere per tutti i bars e i clubs di Manhattan; gli Scissor Sisters, nel frattempo, esplodono come il gruppo più in vista sulla scena glam e dance contemporanea. Inevitabile, dunque, che Shears chiedesse a Sammy Jo di accompagnare la band durante il Crevice Canion Tour del 2004 e che l’iniziativa avesse un enorme successo, tanto da affermarlo come il loro dj ufficiale d’apertura o, come amano definirlo, The Seventh Sister, “la settima sorella”.

ACID MARIA animerà invece la serata del sabato 5 novembre sempre al Cassero:
Tra i nomi di punta dell’ondata di “djettes” che ha travolto la scena dance contemporanea, la tedesca Acid Maria ha iniziato nel ‘92 la sua carriera di dj, che l’ha portata in pochi anni ad esibirsi in 20 nazioni e in contesti di spicco come il mega-rave Mayday e il Festival di musica eletronica di Città del Messico di fronte a un publico di oltre 40.000 persone. Scoperta da Dj Hell (patrono della Gigolò Records, la casa discografica che ha lanciato il fenomeno electro-clash), ha esordito sul mercato in proprio nel 1995, per intrecciare successivamente una serie di collaborazioni con Steve Bug (Poker Flat Records). Nel 2003 è stata ospite delle Chicks on Speed per la loro cover di Wordy Rappinghood dei Tom Tom Club, e, nel 2004, ha pubblicato con la Electric Indigo il mix-album Female Pressure presents: Welttour. Il suo ultimissimo lavoro è Turn down the Lights, un 12” in collaborazione con Abe Duque per l’etichetta privata di quest’ultimo, Abe Duque Records.



il calendario completo del festival è consultabile su:

www.genderbender.it info: GB office tel 0515280391 Il Cassero – gay lesbian center: 0516494416