Foreign Affairs Promozioni News

SW16 Serata Di Promozione di Bands Quali Alps, Ciccone, M. A. S. S. E Altri Presso The Rocket Di Milano Da Novembre 2005. Click Per Infos.

SW16 presso The Rocket di Milano, da Novembre 2005

 

SW16 è la serata live che il Rocket ha pensato assieme all’agenzia Foreign Affairs per poter promuovere le band inglesi di domani, ad oggi semisconosciute in Italia ma già ben note e presenti sulle riviste e radio d’Oltremanica.

I concerti della serata SW16 saranno due al mese di mercoledì, fra gli artisti attesi: M.A.S.S, Ciccone, 100 Bullets Back, Blind Jackson, The Alps, Viarosa, Zeronic, Jim Bob, Off The Radar, Goldblade, Monkey Island,ecc.

Il  Rocket di Milano è un locale noto per la sua continua ricerca di nuovi talenti, sempre un passo avanti alla moda corrente sia nell’ambito elettronico che nel rock. Conosciuto e rispettato a Milano grazie alle sue offerte musicali, conta su una capacità 200 persone che garantisce un naturale equilibrio tra coinvolgimento e distensione al banco del bar.

Foreign Affairs è una sorta di ambasciata per band britanniche che desiderano essere conosciute in Italia, fra le recenti promozioni si ricordano le campagne e i live di Art Brut e The Rakes prima del loro passaggio a major e distributori italiani.

Il nome SW16 è mutuato dai codici postali di Londra: immaginando di sovrapporre le piantine della capitale inglese e di Milano, si scopre che il Rocket si trova esattamente nella zona SW16 (Streatham, Norbury)

Informazioni:

The Rocket
Via Pezzotti, 52
20100 Milano
inforocket@therocket.it
www.therocket.it
T. 02 89503509 (Massimiliano Ruffolo)

Foreign Affairs
www.foreignaffairs.it
info@foreignaffairs.it
T. 329 1579838 (Gian Maria Girardi)

 

Comunicato Stampa: Presentazione CICCONE

Dal vivo mercoledì 30 Novembre 2005 al Rocket in Via Giovanni Pezzotti, 52 (Milano) h22

Info
La cartella stampa completa, con foto ad alta risoluzione e clip audio su:
http://www.foreignaffairs.it/press/ciccone

The Rocket
Via Pezzotti, 52
20100 Milano
inforocket@therocket.it
www.therocket.it
T. 02 89503509 (Massimiliano Ruffolo)

Foreign Affairs – agenzia
www.foreignaffairs.it
info@foreignaffairs.it
T. 329 1579838 (Gian Maria Girardi)

Biografia
Avranno preso il loro nome da Madonna o dal divertente side project dei Sonic Youth del 1988? Non si può dire, in ogni caso questa ironica e sfacciata band di Londra dichiara di dover molto ad artisti quali The Clash, Blondie, Velvet Underground, The Smiths, Lou Reed, Television e al rock ‘n’ roll degli anni Cinquanta.

Il loro primo singolo “Forget Your False Mess’iahs – EP” prodotto da Nille Perned (Wannadies) fu pubblicato nel Luglio 2001, e divenne presto singolo della settimana dello show di Steve Lamacq, Radio 1. Grazie a questa esposizione la band ricevette numerose proposte, e fra queste quella di un videomaker che si offrì di girare gratuitamente il video del pezzo, passato poi da MTV ed MTV2.

 

Rassegna Stampa (sintesi)

Losing Today – Febbraio 2005
“Ci muoviamo infatti in quel territorio del rock che porta ancora alta e con orgoglio la bandiera dei Clash. […] Insomma, canzoni pop dal piglio punk che sanno divertire senza scadere nell’ovvio, e che sanno misurarsi anche con tempi più moderati” Enzo Baruffaldi

Mescalina – Dicembre 2004
“La presenza dei Pixies aleggia ovunque in questo lavoro, dalle chitarre ritmiche impegnate al massimo alle pulsanti linee di basso (“Flagellate”, “Look at you know”). Niente male come inizio, soprattutto se volgendo lo sguardo poco più in là si intravede Joe Strummer, in un intenso primo piano, coi tre compari un passo indietro, in bianco e nero: sì, l’era è quella di “London Calling”, album capitale che festeggia di questi tempi qualcosa come venticinque anni. Pare che anche i Ciccone festeggino a loro modo, recuperando da un simile capolavoro proprio l’ispirazione che sta dietro ai brani più agili e scanzonati nell’andamento” Domenico Maria Gurgone

Extra! Music Magazine – Dicembre 2004
“Debutto al fulmicotone, come si diceva un volta, per i londinesi Ciccone. Che sfornano una piccola enciclopedia del rock britannico (e non solo). “ Renzo Stefanel

Musicboom – Dicembre 2004
“Tanto per affibbiare etichette e ricollegarci al discorso d’apertura: “Eversholt Street” sarebbe stato il perfetto secondo disco dei Libertines . Ma, come abbiamo detto, la storia musicale non si fa con i sé e con i ma e se il secondo disco di Carl Barat e Pete Doherty ha generato opinioni discordanti, quest’opera prima dei Ciccone si fa apprezzare per la scrittura semplice e diretta che si traduce in 14 canzoni a metà tra il punk’n’roll e il pop più spigliatamente inglese (vengono in mente Smiths , Television Personalities e i Blur di “Parklife”)”  Hamilton Santià

Ondarock – Ottobre 2004
“La cosa che più viene difficile in un’opera come questa è trovare un punto in cui potersi staccare. Le pause per rifiatare non sono ammesse, le voci maschile/femminile si alternano con grande maestria, e si posano su questi vorticosi pezzi ipnotizzando l’ascoltatore.[…] Debutto ottimo, assolutamente sopra le righe. Aspettiamo conferme.” Giuseppe Giacomo Ponti

No Respect – Ottobre 2004
“Ciccone hanno fatto un bel regalo agli estimatori del British rock, agli altri un invito che sarebbe opportuno accettare.” Pietro Miotto

Il Mucchio Selvaggio – Ottobre 2004
“Rispetto a tanti pubblicizzati debutti provenienti da Albione, Eversholt Street – la strada in cui è stato registrato – può vantare una freschezza che altri non vedono neppure col cannocchiale. In altre parole, i tre riescono a suonare estremamente attuale senza però emettere quel sottile ma fastidioso odore di stantio che invece circonda come una nuvoletta tanti loro colleghi altrettanto giovani. “ Aurelio Pasini

Movimenta – Ottobre 2004
“Divertenti, vari e ispirati i Ciccone riescono là dove molti falliscono.” Gianvittorio Randaccio

Rocklab.it – Ottobre 2004
“Questi tre insolenti ragazzi si lanciano in un divertente taglia e cuci di influenze che partono dalla vena brit dei Kinks fino al pop più potente degli odierni Ikara Colt, passando per l’attitudine punk dei Clash e per la raffinatezza stilistica di Morrissey e degli Smiths.” Caterina Marietti

Music Club – Ottobre 2004
“E sono furbi, molto furbi, questi Ciccone. Dapprima scippano deliberatamente ai Libertines almeno un paio di melodie power-pop coi fiocchi (“Look At You Now” e “You’re Beautiful, You’ll Get By”) e agli Strokes un pugno di idee probabilmente lasciate chissà perché nel cassetto (“My Summer Never Comes” e “If I Could Prove You Wrong”). Poi non si spaventano nell’inserire vocalizzi e intarsi da bubblegum music anni ’50 in brani quali “If Friday Falls Through” e “Oh Eversholt”. Quindi non si preoccupano di accelerare e stravolgere una “Boy Oh Boy”, che nasce come ballad delicata per poi trasformarsi in una selvaggia punk song con tanto di voce distorta, prima di chiudersi nuovamente come era iniziata.”  Daniele De Liberato

Radio

Radio Wave, Radio Capodistria, Radio Digitale Torino, Radio Rock FM, Radio Città 103, Radio Città Aperta, Radio Antenna Uno Rock Station, Radio Popolare, Radio Gamma Trento, Radio Lupo Solitario, Radio Città Del Capo, Life Gate Radio.

 

Comunicato Stampa: Presentazione M.A.S.S.

Dal vivo mercoledì 16 Novembre 2005 al Rocket in Via Giovanni Pezzotti, 52 (Milano) h22

Info
La cartella stampa completa, con foto ad alta risoluzione e clip audio su:
http://www.foreignaffairs.it/press/mass

The Rocket
Via Pezzotti, 52
20100 Milano
inforocket@therocket.it
www.therocket.it
T. 02 89503509 (Massimiliano Ruffolo)

Foreign Affairs – agenzia
www.foreignaffairs.it
info@foreignaffairs.it
T. 329 1579838 (Gian Maria Girardi)

Biografia
I M.A.S.S. sono un quintetto formatosi a Londra nel 2002, i cui membri provengono dalla Gran Bretagna, dalla Norvegia e dall’Irlanda.

La band registra il primo singolo “Hey Gravity” a inizio 2002, lo spedisce a pochi ma accuratamente selezionati addetti ai lavori, ottenendo un veloce consenso positivo unanime. Il singolo passa presto in heavy rotation alla radio, fra i sostenitori si ricodanop John Peel, Steve Lamacq e Jo Whiley di XFM che lo descrive come “Il miglior debutto dell’anno finora”.
Da questo iniziale successo la band è riuscita a mantenere la propria indipendenza nonostante le numerose richieste delle etichette che arrivavano continuamente, fino a tornare in studio (al Toe Rag di Liam Watson, qualche mese prima di Jack&Meg Stripes) e registrare “Live a Little” per darlo alle stampe a due etichette: Mandita (sussidiaria della Rocket Girl) per il CD singolo e Purr, per il 7″.

Nel 2003, un giornalista di Les Inrockuptibles si trova casualmente ad un concerto londinese della band, se ne innamora subito e da qui inizia l’affair dei M.A.S.S con la Francia che attraverso la presenza di “Live a Little” in un CD della rivista, il Les Inrocks/Nokia tour di dieci date (anche di supporto ai Libertines) e la firma con un’etichetta francese per l’album di debutto “Revolution” (la Trema, ora del gruppo Universal) li porterà addirittura a trasfersi in Bretagna (Nantes) dove si sono ormai trasferiti.

Tra i fan più famosi dei M.A.S.S. si ricordano Peaches, Muse e The Datsuns, tutti li hanno voluti come band di supporto ai loro recenti concerti.

Nell’estate 2004, “Testify” dei M.A.S.S. è stata utilizzata come colonna sonora dello spot televisivo della Peugeot 307 SW trasmesso in tutta Europa.

La scorsa primavera la band è stata impegnata in tour tra Germania, Svizzera e Republica Ceca, dopodichè ha trascorso qualche settimana a San Francisco per registrare il nuovo album con Jeff Salzman (produttore di The Killers tra gli altri)

Rassegna Stampa (sintesi)

XTM – Gennaio 2005
“Strepitoso esordio di sferragliante rock’n’roll per gli inglesi M.A.S.S., a base di dosi massicce di Stooges, MC5 e primi Pretenders, che ultimamente tra le nuove leve albioniche paiono essere di stramoda.” Renzo Stefanel

Rockerilla – Novembre 2004
“Grinta, rabbia, furore. Il debutto di questo quintetto albionico rielabora la solita materia rock’n’roll che è stata riesumata da altri formidabili revivalisti in tempi recenti (Yeah Yeah Yeahs su tutti), aggiungendovi una freschezza ed un’urgenza espressiva che rendono il suono magmatico, quasi incandescente. Anche qui al canto c’è una starlette imbronciata – la bionda Justine -, ma, a differenza dei più famosi cuginetti newyorkesi sembra che la band abbia un indirizzo più prettamente rock’roll, seppur con venature pop, punk e garage.” Emanuele Salvini

Dispenser – Radio 2 Rai – Ottobre 2004
“Questa sera sentiamo invece un altro gruppo che è stato ispirato da una canzone e una sola, LUST FOR LIFE di Iggy Pop, vero e proprio punto di riferimento fiin dai tempi di Trainspotting. Il complessino musicale che la esegue si chiama M.A.S.S. e il pezzo, che anche se non ricordate bene sapete di avere già sentito, è Testify, M.A.S.S.” Matteo “Ferrato” Bordone

Rockers.it – Ottobre 2004
“Un garage rock chitarristico dai suoni saturi e dalla ritmica incalzante, che deve molto agli Stooges, al punk inglese e all’hard rock degli anni ’70. L’incisione è da “buona la prima”, i riff sono tutti azzeccati, l’impressione è di una band che ha voglia di spaccare il mondo in ogni brano, così come facevano molte delle band a cui si ispirano. […] La band crede in quello che fa e dimostra che per chi suona il rock con questa passione il garage avrà anche quattro pareti, ma non conosce confini.” Guido Mariani

Mescalina – Ottobre 2004
“Avete presente la pubblicità della Peugeot 307 SW che trasmettevano continuamente quest’estate? Bene”
Luca Meneghel

Unmute – Ottobre 2004
“M.A.S.S. posseggono quella dote che unisce il punk più grezzo alla giusta attitudine rock ‘n’roll, con quelle chitarre suonate a mille ,ma dai riff tremendamente precisi; al ritmo che ti fa pensare ad una via di mezzo tra gli Stooges o James Brown,e alla potente ,carismatica voce della loro cantante che ti fa arrapare già dalle prime note. Una specie di Mick Jagger in gonnella.”Marco Mastrocinque

Comunicazione Interna – Ottobre 2004
“Ma è davvero il primo album che hanno fatto? […] Quello dei M.A.S.S. è un suono aggressivo ed irresistibile, che tiene alto il tasso adrenalinico dalla prima all’ultima nota, grazie al tono ballereccio e pungente di “Testify” e “Live a little”, rallentando un po’ forse verso la metà del disco con “Fake Talk”, una balata distorta che comunque non abbassa la guardia…” Samuele Formiconi

Music Club- Ottobre 2004
“Tra poco saranno in Italia per una serie di shows dall’alto tasso adrenalico: per tutti coloro che amano ancora sbandierare con fierezza il distico “It’s only rock’n’roll/but I like it”, il consiglio è quello di non perderseli. Punto.” Daniele De Liberato

Thevibes.net – Settembre 2004
“Le chitarre rutilanti di Jonny e Andy sostengono rispettivamente un suono di powerchords punkeggianti e fraseggi di rifinitura, in compatta alleanza con la sezione ritmica…” Vito Camarretta

Radio

Radio 2 Rai, Radio Wave, Radio Capodistria, Radio Digitale Torino, Radio Rock FM, Radio Città 103, Radio Città Aperta, Radio Antenna Uno Rock Station, Radio Popolare, Radio Gamma Trento, Radio Lupo Solitario, Radio Città Del Capo, Life Gate Radio.