Tanake ‘Reazioni Pilomotorie’


(Idee Nere 2004)

In princio era il suono, poi venne l’improvvisazione sul suono ed ora vengono questi Tanake. Italiani come altri sperimentatori sonici quali Zu o Demodé, alleati nella ricerca e decomposizione dell’acustica fisica, vedi Zu, o nella rivoluzione strumentale come i Demodé, questi Tanake cercano la rivoluzione sorridendo, mandando in loop spazi di suono non sporcato dal male. L’ascolto è delicato, non si ha quella immediata pulsione liberatoria che si avverte in altri lidi, la ripetizione in questo caso giova come non mai, e piano piano il loro concetto di improvvisazione radicale si insinua nelle orecchie di chi vi si approccia con fare modesto, come richiede il loro operato strumentale. Che delicatamente dipinge spazi, riempie di sensazioni semplici e chiare il colore del suono, coccola e accudisce le nostre emozioni come un buon viatico/disco dovrebbe fare. E ci invita a ripreme play per cercare ancora una volta di dipanare il bandolo della matassa sonica avvinghiata con le nostre emozioni, per ottenere in maniera semplicemente vera quel piacere/gioia di ascoltare e cercare di capire il nostro mondo con gli strumenti della musica. Semplice ma bello.

Voto: 8

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