Latex Baby ‘Deathscent of Sodomy’

(Sin Organization 2003)

A volte ritornano. Un inizio perfetto per un gruppo che esibisce un cadavere in copertina e propone canzoni i cui titoli evocano mutilazioni, seghe a nastro, stregonerie, pugnalate, sodomia, morte… In realtà sono almeno 25 anni che questo immaginario ritorna ciclicamente e ogni volta che si affaccia, lo fa in modo sempre più perverso ed estremo. Era infatti il 1977 l’anno in cui esordirono su disco due band fondamentali per il resto del secolo: i Throbbing Gristle, fondatori della musica industriale e i Motorhead i quali diedero il primo impulso per una progressiva ed inarrestabile estremizzazione dell’heavy metal. Da quel momento la competizione per l’ipotetico premio al musicista più efferato si è fatta sempre più pericolosa sconfinando addirittura nell’azione diretta (leggi: Burzum).
I Latex Baby sono tra gli ultimi a inserirsi in questa tradizione e lo fanno in modo assolutamente pertinente. Per definire la loro musica mi sentirei di utilizzare la similitudine di un calderone nel quale confluiscono la tradizione industriale e quella del metal estremo. Da un lato quindi abbondanti dosi di rumori, droni, reperti concreti, battiti sintetici ed elettronica acida; dall’altro tutta una consuetudine metal che si identifica in termini eloquenti quali death, black, splatter, gore, eccetera. Il tutto rimescolato a dovere, sovrapposto, violentato e soffocato produce un magma sulfureo quanto mai pulsante. Gli intermezzi elettronici di “Your Body, My Playground” o “Chainsaw Mutilation” servono ad aumentare il senso di attesa e creare una suspense che si risolve in episodi di brutale e confuso metallo quali “Deathscent of Sodomy” o “Witchcraft Code”. Ad avvolgere questi brani è una fitta nebbia che sfuma i riff, i ritmi e quello che rimane di una qualsiasi melodia fino al punto da rendere quasi palpabile l’odore di morte.
Che poi questo risultato sia ottenuto da un gruppo italiano, che la stessa etichetta sia italiana, che i due componenti coinvolti sono impegnati su altri fronti destinati ad avere un ottimo riscontro anche oltre oceano (Carnivorous Vagina), può essere solo un’ulteriore interesse per chi ama esplorare l’underground di casa nostra in cerca di emozioni forti.
Difficile che troviate questo disco nei negozi. Se siete interessati contattate direttamente l’etichetta: info@nailrecords.com

Voto: 7

Link correlati:Nail Records

Autore: maxosini@hotmail.com