The Immortal Lee County Killers II ‘Love Unbolts the Dark’

Sporadicamente emerge qua e la nel sottobosco musicale qualche gruppo o progetto che ci viene a ricordare che la commistione tra punk e blues è tra le più eccitanti e stimolanti da suonare e naturalmente divulgare al frastornato e un po’ annoiato popolo degli fruitori del terzo millennio.
Questo sembrano dirci gli ILCK II che, riesumando il buon vecchio sound del delta e rinsavendolo con massive iniezioni di adrenalinico riffaggio, che solo per comodità di linguaggio potremo definire punk (o, se si vuole, scarno e velocizzato r’n’r che poi non è altro che il blues riadattato alla gioventù bianca e…insomma il cerchio si chiude), danno nuovo lustro all’insegnamento tramandatoci da un manipolo di loschi individui.
I nomi?
Bassholes, innanzi tutto, ma anche Cheater Slicks, Bantam Rooster, Necessary Elvis e un po’ tutta la compagnia gravitante attorno alla In the Red.

Di questi, oltre alla genuina indole musicale, ripropongono anche la scarna essenzialità d’assetto strumentale.
Gli ILCK II sono, infatti, in due e nonostante l’esigua minoranza di forza braccia l’ascolto del loro nuovo lavoro non fa rimpiangere la mancanza di una struttura, per così dire, più corale.
Voce, sei corde e frenetico drumming è tutto ciò di cui abbiamo bisogno e gli ILCK II lo sanno bene.

Episodi come Boom Boom (Yeah Yeah) e Rock and Roll is Killing Me svelano il lato più selvaggio e aggressivo mentre il taglio più tradizional-folkloristico emerge in God Bless the Losers Who Try, Devil Got My Woman o nell’accorato gospel di Ain’t Goin Down to Well No More.
Never Get Out of These Blues Alive o Said I’d Find My Way sono i pezzi più dannatamente ibridi dove il giovane duo sembra mandare a doppia velocità vecchi giri di blues di John Lee Hooker mentre la voce stanca e alienata riporta in vita quella del compianto J Lee Pierce.

Love Unbolt the Dark è un buon disco che sa miscelare sapientemente le due anime e ispirazioni dei nostri e lo fa senza deragliare malamente verso angusti territori di mediocre lo-fi spaccatimpani come spesso capita di ascoltare.

Non ignorateli.

Voto: 8

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