THILGES 3 ‘Polka

(Staalplaat 2003)

La confezione innanzitutto: un classico contenitore in plastica trasparente, con titolo e note in rilievo sulla stessa superficie; al posto del consueto libretto troviamo due sottili e fragili fogli di polistirolo; detto in poche parole: l’ennesima, bellissima, variazione nella “material series” di Staalplaat.
La musica: parte come una versione più calda del Frank Bretschneider di “Rand” (Mille Plateaux); micro-ritmi di sapore dub, molto scuri, plastici e spaziali; al nono minuto, una “oleosa” variazione ambientale del tema
precedente, quasi fossimo sospesi in una specie di liquido amniotico, e sullo sfondo, ma non meno importanti nell’economia del suono, bagliori ed echi più freddi; al quindicesimo minuto tutto si ferma di colpo.Si ricomincia dalle parti di un sinuoso dub ritmico alla Bretschneider; ma è solo un abbaglio…
due minuti più tardi si ritorna nel petrolio, dal quale emerge un sinistro e psicotico arpeggio minimale che si evolve fino a scomparire per lasciarci in
un grigio vuoto alla Köner (direi “Nival” o “…”).
Improvvisamente, parte un nuovo ritmo sugli echi precedenti, ancor più bastardo rispetto ai precedenti: questa è minimal techno DOC signori miei!
Komet farebbe carte false per un groove come questo.
Risveglio finale notturno, tra stelle e grilli.
Trenta ottimi minuti, come un sogno: tra ricordi, incubi e schizofrenie
varie.

Voto: 8

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Autore: cfioratti@hotmail.com