Karma to Burn ‘Arch Stanton’

(FABA/Deepdive Records 2014)

A quanto pare in una recensione del nuovo dei Karma To Burn è necessario usare la locuzione “tiro pazzesco” per non essere da meno del livello medio italiano… ecco qua! Fatto! Ho detto tutto quel che c’è da dire, arrivederci.
Scherzi a parte, il ritorno sulle scene del gruppo, o meglio del duo, della West Virginia dopo cinque anni dal buon ‘V’ è di quelli da accogliere a braccia aperte, perché il nuovo lavoro ce li fa trovare particolarmente in forma e sempre dediti al loro groove curato e musicalmente perfetto.
Il ritorno alla completa strumentalità è la trovata ideale per rendere particolarmente efficace l’andazzo militaresco e sontuoso di pezzi come Twenty-Three o lo stoner molto sblueseggiato di Fifty-Three. Per la chiusura con Fifty-Nine fa capolino un pezzo classico tratto da ‘Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo’ (indovinate quale), come preludio perfetto a una chiusura ritmata.
‘Arch Stanton’ è un album che solidifica lo status di William Mecum ed Evan Devine (Eric Clutter pare non abbia partecipato alle registrazioni) come portatori sani di stoner/desert strumentale di fattura elevatissima, accompagnato da una produzione sontuosa. Mangiatevi la polvere, pagani.

Voto: 8

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Autore: antisuperstar@hotmail.com