Hysm? Little Story

Un veloce reportage, su quattro uscite 2013, della tagliente e multicolore label pugliese Hysm?, che ci erano rimaste impigliate nelle tasche.

 


 


 


 


Di Marco Carcasi


grahgreen@yahoo.it


Un veloce reportage, su quattro uscite 2013, della tagliente e multicolore label pugliese Hysm?, che ci erano rimaste impigliate nelle tasche.

Gravitsapa ‘Vulgata’
Seconda granitica uscita, per questa band dall’Ucraina.
Diciassette lividi minuti, che intersecano coordinate arpeggianti post, veementi martellate (d’asciutto noise) ed un’intricata visione complessiva, non distante dal prog.
Qualche voce roca ad urlar in fondo al tunnel, parecchi rallentamenti, ghirigori strumentali ed atmosfere crepuscolari.
Un’idea di suono c’è, la scrittura dei brani, latita non poco.
Chi gradisce i sapori metallici si faccia sotto.
Voto: 5


 


 



Later ‘Seen The Light’
Blues ‘n’ roll azzoppato e preso a morsi, per sei veloci brani, composti tra il 2000 e il 2013 da Edoardo Troilo.
Lerci ed elettrici come si compete, sul limitar del noise, Devil’s Tail (Jesus Lizard o i più vicini Ultravixen?), scorticati di brutto (Brake My Head), mediamente rispettosi (Nosea City Blues), casalingo/travolgenti (Seen The Light), in libero ciondolamento Beck (di battito elettronico ed ulular hip hop), Is It Love e Spit Tha Blues.
Parecchio fuori tempo, non di meno, rinfrescante.
Sperando che l’orizzonte, non si tramuti in Moby.
Voto: 6


 



The Big Drum In The Sky Religion ‘Entheogenocide / The Shape Of Thy Kingdom Come’
Doppia esposizione di disastrato genio.
La formazione aperta statunitense, tramortisce.
“Entheogenocide”, è un’interminabile rantolo elettrico, doom/impro/rumorista.
A tratti una droga, a tratti un nulla.
Estenuante, incarognita paranoia cosmica, Butthole Surfers/Chrome.
Una prolungata (lisergica/ottusa), asfissia.
Metallico ciarpame, rilucente come degli Stooges esausti.
“The Shape Of Thy Kingdom Come”, contempla panorami meno convulsi (sconvolti oltre il livello di guardia).
In modalità ascensionale, folk/drone music (weird, fuori di brutto, tutta strappi, detriti e spigoli).
La bandiera a stelle e strisce, penzola floscia, su sfondo metallico/luminoso, da uragano in arrivo.
Un’ammaccata meraviglia, scintillante di corde e inserti rumoristi.
Pigra, nostalgica, disturbata, minimale e convulsa.
Un cut-up impro fulminante, comprensivo di elettricità reiterata, nastri, vocine e marcette.
Una droga.
Voto: 8 (a entrambi)