Franco D’Andrea ‘Traditions And Clusters’

(El Gallo Rojo 2012)

A settant’anni, al pianista Franco D’Andrea, di vivacchiar
sugli allori, racimolati lungo la carriera (cominciata nel 1963, con
Nunzio Rotondo alla Rai…), non vien proprio in
mente.
Consolidato il sodalizio con El Gallo Rojo (utile
nell’arrivar ad un pubblico nuovo), D’Andrea procede sicuro, nel
proprio lavoro di sintesi e ricerca.
In assoluta
serenità.
Esibendo un linguaggio, che coagula radici e
pratiche contemporanee, senza nessuna forzatura apparente (che, in
effetti, non vi è).
Un doppio dal vivo, che lo vede
muoversi in solo, in quartetto ed in sestetto.
Fra riletture di
Gershwin, Tristano, Ellington, Strayhorn
e composizioni originali.
Dove, l’osservar la tradizione, genera
chicche senza tempo, fluttuanti, fra l’oggi, il ragtime, visioni
afroamericane ed essenzialità europee.
I Clusters,
son invece, mobili zone d’astrazione, originali ed
accessibili.
Perché nell’opera di D’Andrea, vi è una
piacevolezza innata, che elude scaltre facilonerie, tramutandosi, in
vero e proprio percorso didattico (se dovessi far annusar certe
musiche, a chi non v’è avvezzo, ecco, D’Andrea, sarebbe
perfetto).
Entusiasticamente supportato da: Daniele D’Agaro
(clarinetto), Mauro Ottolini (trombone), Andrea Ayassot
(sax, alto e soprano), Aldo Mella (contrabbasso), Zeno De
Rossi
(batteria) e l’ospite Han Bennink (rullante),
in due occasioni.
Un’artista, che par non conoscer, il significato
del termine, stanchezza creativa.
Alcuni dischi, son un vero
piacere.
“Traditions And Clusters”, appartiene a
questa categoria.

Voto: 8

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