Neil Thornock ‘No Stopping, Standing, or Parking’


(Navova 2011)

Le composizioni di Neil Thornock danno l’idea di fogli che si accartocciano, si piegano, si tagliano e si ricompongono; o più in generale, di elementi che cercano di incastrarsi, di combinarsi, di sovrapporsi, di contribuire al funzionamento di un ingranaggio ben congeniato che ne regola il funzionamento. Questo aspetto costruttivista è bilanciato dalla contagiosità dei materiali musicali adoperati, spesso ritmicamente intricati o martellanti, talvolta poeticamente sospesi, ma sempre in tensione verso un movimento a venire; nonché dal colore, tipicamente jazzistico, che il sapiente utilizzo dei sassofoni dona al tutto. Difficile definire narrativi questi brani, dato il loro procedere un po’ meccanico, sebbene tutt’altro che prevedibile, e data soprattutto la mancanza di profili melodici memorabili. E tuttavia, vi è sempre la sensazione che qualcosa accada, o che ci si stia muovendo verso qualcosa che accadrà, sebbene non si sa bene cosa. Di sicuro, qualcosa accade nella mente dell’ascoltatore: l’essere coinvolto in processi musicali talvolta un po’ astratti, ma di indubbia capacità di attrattiva e di coinvolgimento.

Voto: 6

Link correlati:Navona Records Home Page