The Wet Teens ‘Let it pee’


(Silber Records / Carrot Top 2010)

Già dal titolo dell’album, degno della peggior parodia a là Spinal Tap, penso che si possa facilmente capire a che tipo di propostaccia musicale andiamo incontro. Glam/hard rock maleducato, senza peli sulla lingua, sudato e intriso di doppi sensi che neanche un treno in galleria.
In realtà, la cosa più interessante del gruppo è la storia, di come il gruppo origini da un’idea di Micheal Mercury, mai pienamente realizzata per la prematura morte (di sifilide, naturalmente) di questi. Così, 25 anni dopo, il nipote di Micheal riesce a recuperare una demo tape e s’innamora dell’idea di far ripartire la band e continuare il sogno dello zio. Quindi, i pezzi sono esattamente gli stessi, per cui qui si va ad arginare l’eventuale critica del “ehi ma queste canzoni sono datate!”, visto che è proprio quello l’intento dei nuovi Wet Teens.
A dirla tutta, le cinque canzoni non sono niente male, picchiando al punto giusto e con luride liriche piuttosto ridicole, Sweet little fag su tutte. Certo, è chiaro che aspettarsi qualcosa di più di un buon hard rock sarebbe troppo, e francamente, bisognerà vedere come la band se la caverà a scrivere pezzi per conto proprio. Anche perché la conclusiva ballata Stuck in you è davvero un bel momento, se riuscissero a mantenersi su questo livello, sarebbero da tener d’occhio.
Per ora, sporchiamoci di grasso e sudore e via.

Voto: 6

Link correlati:Homepage Wet Teens presso la Silber