Tying Tiffany ‘People’s Temple’

(Trisol/Promorama 2010)

Si ispira al famigerato Tempio del Popolo (la setta guidata dal reverendo Jim Jones i cui membri, il 18 novembre del ’78, compirono un suicidio di massa per sfuggire all’Armageddon) il titolo dell’ultimo disco di Tying Tiffany. La musicista padovana, nota anche per il suo passato di Suicide Girl (le pin up alternative che qualche anno fa impazzavano sul web), ritorna cinque anni dopo l’esordio di “Undercover” con un album dalle atmosfere cupe, che si distacca dall’electroclash del precedente lavoro.
Le dieci tracce di “People’s Temple”, infatti, guardano alla dark wave sintetica degli anni ’80, mescolando con una certa furbizia Depeche Mode (Storycide), Cure (One Breath, cantata in coppia con lo svedese , la cui voce ricorda molto quella di Robert Smith) e Siouxie (la robotica Borderline), senza dimenticare qualche spasmo post-punk (l’isterica Still In My Head) e, ovviamente, il dancefloor (la martellante Show Me What You Got, forse il capolavoro del disco). Il tutto per un disco che non brilla per originalità, ma vanta comunque qualche buona intuizione ed è sicuramente ben costruito.

Voto: 6

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