Tribuna Ludu ‘In Etere’

(Danza Cosmica/Audioglobe 2009)

Esordio al fulmicotone per i fiorentini Tribuna Ludu. Un album all’insegna della satira schizofrenica e dell’invettiva politica (anche se un po’ sempliciotta) inserite in un impianto essenzialmente post – punk che esaspera la sezione ritmica, tra le sferzate surreali dei Devo, gli isterismi del nostrano Faust’o, la danza moderna dei Pere Ubu e ossessioni da dancefloor vicine ai primi Liars. Una sorta di Disco Drive politically incorrect, per capirci.

L’esordio discografico per il terzetto arriva a quasi cinque anni dalla nascita, datata 2004, dopo la pubblicazione di un ep autoprodotto nel 2006 e l’esperienza sul palco dell’Heineken Jammin’ Festival 2007, due eventi che permette loro di entrare in contatto con Danza Cosmica, che decide di produrre il loro lavoro.

Che i tre non abbiano alcun timore reverenziale lo si capisce sin dalla prima traccia, Cardiopalma, che si fa beffe di grandi nomi della canzone italiana. Stato Di Grazia è una danza urticante e ammiccante prima di Il Passo Dell’Oca, critica politica in salsa punk – funk infarcita di inserti registrati tratti da interviste a politici e altri soggetti. Io Sto Bene coverizza i Cccp intingendoli in una ferocia marziale e chiude la prima parte del disco, partito a tutta forza. Etere rallenta il passo diventando sghemba come la creatura di David Thomas per poi crescere pian piano e diventare gracidante e sincopata. Panico Diffuso riprende il filo del punk – funk riproponendo la tecnica degli inserti registrati. JPII sorprende aprendosi sulla voce di Vespa che annuncia la morte di Papa Wojtyla e incalza l’ascolto con un forsennato attacco frontale alla mercificazione dell’evento da parte della Chiesa e la televisione. Disordini perde un po’ di carica sulla strada della distorsione violenta, mentre Microcolture colpisce disseminando ghirigori e rumorismi quasi noise. Arrivati a L’Idiota forse l’orecchio è saturo di ritmi indiavolati e distorsioni furibonde e si annoia un po’, ma la deriva post di Lui! Lui! mette a tacere i nostri istinti azzannandoci tra ritmi tribali e gingilli elettronici machiavellici.

Sfrontato e infuocato, il disco dei Tribuna Ludu si fa amare, pur un po’ qualunquista dal punto di vista dei testi. Ma forse è giusto così, per una musica che va presa alla leggera come la loro. Per usare le parole della band, “la colonna sonora ideale per una realtà che non sai capire”, ma che capirete ancor meno dopo il bombardamento sonico dell’album.

Voto: 7

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