Jim Pugliese ‘Phase III’

(Improvvisatore Involontario/Promorama 2008)

Il veterano, compositore e percussionista italoamericano, Jim
Pugliese
, ripreso live a Brooklyn nel 2005.
Una performance
incandescente.
Una band da brividi: Michael Attias al sax,
Christine Bard alla batteria e congas, il nostro Marco
Cappelli
alla chitarra, Kato Hideki al basso, Pugliese a
condurre (oltre a percussioni e batteria), e Marc Ribot
all’altra chitarra, che
mette a ferro e fuoco sei tracce su nove.
Un colata lavica di
umori Hendrix, James Blood Ulmer, Zawinul on
acid, Davis in parossismo elettrico e tanta attitudine
heavy.
Dalle parti di una fusion metallica e levigatissima, con
intrusioni funk stritolanti, prepotentemente afro, macinata dal
lavorio imperturbabile delle chitarre in sfrigolio/dissonanza/assolo
incessante; Zorn dietro le quinte idealmente a benedire e
scuotere il capoccion.
Tribalismi afro/percussivi, duelli e
grattugiamenti di corde sempre sull’orlo dell’atonale, Ribot che pare
divertirsi un mondo.
Il basso inscena strategie ripetitive, la
distorsione ad un passo, i fiati a strepitare in salsa hot.
La
fusion hendrixiana stordente, dell’iniziale Phased And
Confused,
chiarisce fin da subito
le coordinate.
Un intrico di poliritmie d’animo etnico
elettricamente sollecitate.
Fakey Funky # 1,
ti agiterai più di quel che pensi…
Bello, molto,
per scrittura ed intensità esecutiva.
Saette dissonanti che
zigzagano a mezza altezza in maniera pericolosa, fanno male se ti
beccano.
Compattissimo martello pneumatico.
Stati di
controllata agitazione.

Voto: 7

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