Oginoknaus ‘Nuclear Cunt’

(Valvolare/Elevator Records/Jestrai 2008)

Seconda uscita per i senigalliesi Oginoknaus. Un lavoro dalla lunga gestazione (le registrazioni sono iniziate oltre 2 anni or sono, nel settembre 2006), curato da Rob Ellis (già produttore di nome del calibro di Pj Harvey, Placebo e Marlene Kuntz) e masterizzato dal batterista degli Shellac Bob Weston. Risultato è un lavoro dal sapore fortemente americano, che flirta in certi episodi con stoner e new wave, staccandosi dal post-rock noiseggiante degli esordi per avvicinarsi sempre di più alla forma canzone dell’indie-rock tradizionale.

City Waves è la traccia d’apertura del disco: riff di chitarra arcigno e ripetuto che ipnotizza sostenuto da una batteria solida e monolitica che si sciolgono in una tenebrosa nube brulicante. Breakdance segue il percorso tracciato dalla precedente, lasciando più spazio però alla voce potente di Landòn. Fruit.With Sugar.On Fire è un breve sussulto marziale che strizza l’occhio al math. Tasting Fun è una cupa ballata di pavementiana memoria. Lovely Day aumenta il ritmo avvicinandosi quasi a un rock’n’roll più sbarazzino. Rainbow Drive (con Ellis stesso all’accordion) è new wave aggiornata agli anni duemila. I due minuti scarsi di Ten Dollar Ride sono polverosi turbinii di granito. Echi di Interpol su ritmica sempre compulsiva in Sexually Confused, mentre Are You Ok? scandisce ritmi ossessivi e granitici in una marcia sulfurea di inquietante potenza. Hand Man è l’ultimo vagito post-rock che lega il lavoro dei nuovi ai vecchi Oginoknaus.

Un gruppo in evoluzione, che guarda al mondo più che all’Italia. 4-5 brani di grande spessore e una produzione che ha enfatizzato fortemente la sezione ritmica e accentuato le distorsioni fanno di questo “Nuclear Cunt” un lavoro di ottimo fattura, corposo e opprimente ma non soffocante. Forse ancora un po’ disordinato, vista la virata stilistica effettuata, ma di sicuro valore. Aspettando nuove evoluzioni

Voto: 7

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