The Temponauts ‘A million year picnic’

(Teen Sounds/Misty Lane 2008)

Mi ero accorto (per pura fortuna) di loro qualche anno fa al tempo del loro promo, un cd-r con 4 deliziose canzoni che facevano intravedere belle speranze. Ora li ritrovo al debutto su Teen Sounds con una dozzina di episodi che confermano a pieni voti quelle belle speranze. Loro sono i Temponauts (nome preso in prestito da un racconto di Phil Dick) e amano viaggiare nel tempo, più precisamente in quel lasso di tempo che dai primi anni 60 arriva dritto alla prima metà degli anni 80. Questo per dire che l’adorabile chitarrismo jingle-jangle, le armonizzazioni melodiche e i colori flower-power di cui è fatta la loro musica prendono le basi da mostri sacri come Kinks, Byrds e Beatles per fare poi capolino nella indimenticabile stagione garage power pop di leggende sotterranee come Plimsouls, Raspberries e Fleshtones. Tanti sono i nomi che vengono in mente, ma niente che faccia pensare a un pedante revivalismo, troppo puro il suono e troppo felice e cristallina la scrittura dei pezzi per parlare di qualsiasi pecca derivativa. L’iniziale Toxie & Lazy rivela un talento melodico tale da rimandare direttamente ai Beach Boys, Come back Saturday, una perla di canzone, fa ancora meglio. Men of dangerous maybe con il suo incedere lisergico ricorda i primissimi REM, mentre Operation coroner sfuma in umori alla Link Wray.
Insomma, la faccio breve “A million year picnic” è semplicemente un disco da avere!

P.s. giusto per la cronaca: i Temponauts sono stati contattati dalla Underground Garage di Little Steven e sono stati invitati a suonare al festival International Pop Overthrow di Liverpool.
Non male per un gruppo italiano.

Voto: 8

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