The Walter Smith Project ‘The Walter Smith Project’


(Autoprodotto/5ive Roses 2006)

A quanto pare Colin Ozanne ci sa proprio fare. Bisogna innanzitutto partire dal presupposto che ogni strumento presente nei dieci brani componenti il suo disco d’esordio è stato da lui suonato: fiati (saxes, trombe, clarinetti) , contrabbasso, basso elettrico, chitarre (elettriche, slide, etc. ) , synths, drum machines e rumorogeni vari. A questo punto si capirà quanto la cifra stilistica del suo primo lavoro sia più che buona.
Già dalle prime tre tracce, Rhoove, 26 Decembre e Lundi 10 s’intuisce il background del musicista francese e l’attitude che permeerà l’intero album: una sorta di electro-jazz, più d’intrattenimento che da meditazione ma mai banale
Ai broken beats del primo brano, i cui fiati sciorinano irresistibili riffs in uptempo di chiara derivazione sudamericana, si vanno alternando, negli episodi successivi, momenti di ambient jazz e jungle deviata che fanno subito pensare al lavoro di gente come Nils Petter Molvaer.
Un lavoro, nel complesso, di apprezzabilissimi gusto e acume

Voto: 7

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