Roberto Celi ‘Vibrando’

(Autoproduzione 2006)

Il vibrafono è per me una sorta di astronave con cui
abbandonando la dimensione spazio-tempo si entra in un ambito
onirico
‘.
Questo è quel che ci dice il vibrafonista di
Reggio Emilia Roberto Celi.
Perfetto.
Batterista e
compositore, Celi, suona in parecchie cover band prima di rimaner
affascinato dalle potenzialità del vibrafono, lo ritroviamo in
compagnia dell’artista gallese Brychan con il quale incide tre
cd e poi collaborare a “Toilette Memoria” di
Moltheni.
Questo “Vibrando”, e il suo primo
lavoro, un biglietto da visita velocissimo, quattro pezzi per quasi
dieci minuti di musica, biglietto da visita appunto.
L’approccio è
decisamente atipico, vibrafono in disputa libera con poco o nulla, un
contrabbasso nell’iniziale Vibrando (bella,
sensibile e sofisticata), una batteria elementare (troppo invadente)
suonata dallo stesso Celi ad iniettare steroidi anabolizzanti in
Searching che, parlerebbe una lingua dolcissima se
purgata di quell’ingenuo eccesso.
Il
vuoto fra un colpo e l’altro di Carriage In The City è
quel che si preferisce, l’indicazione da tener a mente per il futuro;
(anche in questo caso la ritmica prova a lasciare un
segno…).
Sull’atmosfera latina della conclusiva Fiesta Sempre
(Dio che titolo!) preferisco
tacere.
Bravo Celi, piroetta e lavora di cesello, però, ciò
che lo supporta è troppo debole, talvolta quasi irritante, non
se ne capisce il perché, cosa abbia indotto l’autore a non
cimentarsi con il vuoto assoluto (lui ed il suo strumento); resta un
mistero.
Quattro pezzi ancora immersi fino alla vita nel guado; il
futuro un’incognita.
Apprendo che è in gestazione un lavoro
composto di sole cover, da Bowie ai Beatles, che Dio lo
accompagni nell’impresa e lo induca a scheletrizzare il
proprio talento.
Potrebbe essere una bella sorpresa, in caso
contrario; non ci voglio nemmeno pensare.

Voto: 5

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