Santo Subito ‘Xavier’


(Accretions 2006)

Un gran disco.
Lo dico subito cosi mi tolgo il pensiero. Non lasciatevi trarre in
inganno dal singolar nome della formazione che può strappar
più di un sorriso ironico; questo è un signor disco che
fila di diritto fra le migliori uscite dell’anno ancora in corso.

Il duo composto da Steven Dye (clarinetto basso e
flubaphonics (?)) e Milton Cross (violino, piano ed
elettronica), ci massaggia premurosamente le tempie con 50 minuti di
massiccio suono circolare che il più delle volte risulta
soave.
Tutto uno splendido (curioso) giocare intorno alla vibrazione
(aria e corde), una spettacolare ascesa minimalista improvvisata
che si riallaccia idealmente all’operato più caotico
di Phill Niblock e
logicamente al sindacato del sogno di
Tony Conrad in compagnia dei
Faust.
L’approccio
droning della splendida
Whole Trees In Motion
che si
stempera nel finale su struggenti accordi di piano, l’attacco
fulminante (classico, quasi Nyman!) di Radiosonde che
barcolla incerta fra solarità e dolente malinconia;
stupefacente!
Un’incredibile
senso di organizzazione regna in queste note circolari,
ascoltare il caos strutturato di Clear Sky Model è un
chiaro rendersene conto; Santo Subito non scherza!
Dye con i suoi
strumenti autoprodotti allunga il collo al respiro producendosi in
una serie ammirevole di strepiti incazzosi e
più delicate frasi armoniche, Milton Cross plasma il suono
erotizzando senza sosta le corde; uno spettacolo!
Odori di cinema
per le orecchie
, la contemplativa ed intensissima Farewell
Bouy
che strappa applausi a scena aperta; incestuoso incrocio fra
Cold Blue e deviazioni rumoriste più efferate che si
agitano sullo sfondo.
Fine arte la loro;
intima e rumorosa.
Luminosa e
dissonante esperienza.

Voto: 8

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