Julien Neto ‘Le Fumeur De Ciel’

(Type Records / Baked-Goods / Wide 2005)


Parigino arruolato negli schieramenti Type, Julien Neto si era già fatto conoscere per aver partecipato a compilation della Neo Ouija, (e Shiney Eyed Gal faceva ben sperare per il suo debutto) trovando finalmente l‘esordio sulla lunga distanza.


Dieci fragili composizioni, nei territori di quella che tempo fa Brian Eno ha definito ambient music e che l’austriaco Fennesz ha provveduto a declinare nelle sue forme moderne. Scenari costruiti con eleganza sopraffina e pervasi della più intima ispirazione, ‘Le Fumeur Du Ciel’ è scuro come un panorama notturno, etereo e inafferrabile come il fumo nel cielo, appunto.


Emozioni glaciali che trovano il loro apice in Sketch ed in Musicbox, ma per tutto il cd si respira un‘aria rarefatta e, all’apparenza, volutamente fredda. Buona, non ottima, la collaborazione con Keith Kenniff in VI, da un personaggio tanto incensato a nome Helios e Goldmund è plausibile attendersi risultati anche migliori. Questionable Things si gioca completamente su lunghi synth ambientali e disturbi quasi impercettibili, di immediato effetto, porta alla memoria le migliori cose di stampo 12k. Voy è senza dubbio la traccia più suggestiva dell’intero cd, un’atmosfera ipnotica come raramente mi era capitato di ascoltare, frequenze bassissime e dilatate all’eccesso, una melodia lontana in riverbero, pochissimi elementi che si rincorrono e si sovrappongono.


Julien Neto ci presenta un album evocativo come un racconto a fosche tinte, che non è un semplice accompagnamento sonoro, ma un vero e proprio attore protagonista per un viaggio surreale. Fate pure il biglietto senza paura.

Voto: 8

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