Okkervil River ‘Black Sheep Boy’


(Jagjaguwar/Wide 2005)

La consacrazione pubblica e benvenuta per questa band composta di giovani che tutti insieme superano di poco i cento anni ma che portano nel loro vissuto la tradizione di tanta musica americana che fa scuola. Il capolavoro agognato per questi imprescindibili interpreti della tradizione arrivato dopo gli annunci che qualcosa era nell’aria avvenuti con il precedente disco ‘Down The River Of Golden Dream’. Ora e qui gli Okkerville River con ‘Black Sheep Boy’ decidono di accettare il loro ruolo dovuto e necessario di band che sa suonare e trasmettere con competenza e rigore tutto lo spettro dell’american music, dal meraviglioso travelling-folk di Black Sheep Boy al lacerante blues di Get Big, al cantautorato di In A Radio Songoppure il simpatetico power pop di Black o al delicato countryrock di Get Big . Ogni pezzo nessuno escluso compone un tassello di un puzzle che si chiama capolavoro, ogni elemento usato e magicamente inserito nel contesto in questione chiamato album, ogni cosa utilizzata in sede di registrazione compresi gli strumenti come mandolino, organo a pompa, trombe, tastierine giocattolo, Wurlitzer, le voci dei componenti, l’atmosfera e la rielaborazione della tradizione che va da Hank Williams a Neil Young, tutto si incastra alla perfezione e ci permette di ascoltare uno spaccato di quotidianità, gioia, dolore e amore orchestrato con maestria dal combo. Un capolavoro senza ma e senza se, solamente un capolavoro. Basta e avanza.

Voto: 10

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