Contradamerla ‘Super8’

(Autoproduzione 2004)

Una sorpresa: questa la prima sensazione che evoca il nuovo disco della Contradamerla, del tipo che ti aspetti la solita tirata di folk cantautorale trita e ritrita e invece ti ritrovi di fronte a qualcosa di altro, capace di attualizzare la tradizione musicale italiana traslandone i confini verso territori ambientali pregni di ricordi d’infanzia e colori passati, proprio come le pellicole amatoriali suggerite dal titolo dell’album, “Super8”: suite in gran parte strumentali che si succedono con continuità sfocando i contorni e sfociando le une nelle altre, con i nostri impegnati a ricreare atmosfere a volte malinconiche altre più spensierate, dal sapore circense, leggere e rilassanti come un cartone animato in cui l’immagine prevale sulla storia narrata, e si prova una nostalgia per un passato senza tempo.

Chitarre mai banali che di tanto in tanto tentano timidi accenni di jazz, orge di fiati in educata progressione (Campagna est. giorno), pianoforti e organetti impegnati in motivetti elementari reiterati all’ossessione (Passeggiata nel tubo), ritmiche trainanti alla Gang (Jingles) che incontrano la Bandabardò in esilio dal Pianeta Canzone, umori celtici all’orizzonte… fino a Scena madre, come dice il nome fulcro del disco, unico pezzo cantato con una lunga coda strumentale per un totale di oltre otto minuti, in cui il testo e la voce ricordano qualcosa del De Gregori che fu… e poi, dopo il silenzio di Campagna est. notte, la chiusura affidata a Tobeo, una voce moderna, che non fa che confermare quanto di buono detto sopra.

Splendido ritorno per il gruppo di Castelfidardo, che con questo “Super8” mostra come sia possibile ampliare il proprio orizzonte sonoro senza per questo rinnegare ciò che si è realizzato in precedenza: vivamente consigliati, e affanculo i pregiudizi.

Voto: 8

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Autore: alealeale82@yahoo.it