Supercilious ‘Next Time We Go Sublime’

(Monopsone 2004)

Supercilious è la sigla dietro la quale si nasconde Alexandre Vaudin, musicista/sperimentatore/manipolatore francese che, dopo alcune apparizioni su compilations giunge, con ‘Next Time We Go Sublime’, alla prima prova sulla lunga distanza, offrendo prova convincente di ammirevole competenza e disinvoltura nel suo approccio molto eclettico alla musica elettronica.
Chiaramente ispirate da diverse condizioni emotive alle quali intendono fare da specchio e dar voce, le undici composizioni di ‘Next Time We Go Sublime’ spaziano agilmente (non solo da una canzone all’altra, ma anche all’interno di uno stesso brano) dall’irrequietudine di tormentate congestioni di loops e campionature, talora scosse dai repentini singulti di cupi e minacciosi beats frammentati (Matriarcal Society, Ideal Son In Law, A Huge Nice Place For No One, Three Points), all’estatico piacere di preziose tessiture space-rock che fluttuano languide nell’atmosfera seducenti e sfuggenti (Give Us Back To The Witches, Back To The Old Summer Holidays) fino a sconfinare lentamente e ipnoticamente in territori dreampop/shoegazer (Energy Has Forgotten My Arm e Senior Alec Thompson, che, a parere di scrive, sono le tracce migliore dell’album).
Registrazione interamente casalinga, ‘Next Time We Go Sublime’, ora cupo e inquietante, ora dolcemente mind-expanding, nella sua articolazione e varietà (per chi volesse qualche termine di paragone, c’è solo l’imbarazzo della scelta: Godspeed, You Black Emperor, Múm, Flowchart, Füxa, Windy and Carl, The Remote Viewer e gli Hood più elettronici, per dirne alcuni) è un piccolo gioiello, con il quale ci pare che Supercilious abbia già ora raggiunto livelli di eccellenza, per quanto il diretto interessato, come suggerisce il titolo, ritenga di poterli raggiungere solo alla prossima occasione.

Voto: 9

Link correlati:Monopsone Records

Autore: acrestani71@yahoo.com