GoodMorningBoy ‘Hamletmachine’

(Urtovox / Audioglobe 2004)

Ha talento, non c’è dubbio, GoodMorningBoy (alias Marco Iacampo). Dopo un esordio dei più promettenti, torna a confermare le sue ottime doti di songwriter poeticamente obliquo, inebriandoci di folk che sovente strizza l’occhio alla psichedelica: un ibrido tra Neil Young e il più visionario Robin Hitchock. La quasi totalità dell’album è composta da ballate circolari dal suono omogeneo e ben calibrato, frutto di un’attenta produzione che tende ad evidenziare l’espressività della voce, del piano e delle chitarre acustiche, lasciando come tappeto sonoro gli altri strumenti. Canzoni intense, che pizzicano a mo’ d’arpa le corde della sensibilità: questo è ciò che si prova ascoltando Hit Me With The Water o nel desolante splendore di June Is Whore; in Me My Sister And John si spezzano gli equilibri: la melodia, prima cadenzata si snoda, viscida come un serpente e intreccia le budella in un crescendo che implode e si placa come un temporale estivo. Un grande disco che rimarca la continua evoluzione artistica del ragazzo del buongiorno, che non ha nulla da invidiare alle tanto spinte produzioni straniere.

Voto: 8

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Autore: robertodiomedi@virgilio.it