AA. VV. ‘Peace Not War Vol 2’


(Peace Not War / Backs / Goodfellas 2004)

Secondo volume del progetto Peace Not War, portato avanti da un collettivo di attivisti e musicisti per raccogliere fondi a favore di organizzazioni pacifiste in gran parte del pianeta.
Intento sociale e politico in primo piano, che per una volta sovrasta quello che dovrebbe essere l’argomento principale, la musica; marcato piglio no-global e no-Bush nel Dna (sulla back cover c’è anche uno Swinging-George molto John Travolta, ennesima parodia dello pseudo-presidente che tanto abbonda sul web), per un prodotto, un doppio album, che è solo un aspetto di un’organizzazione più vasta capace di spaziare anche nell’arte e nel cinema, sempre tenendo a mente l’obiettivo principale che è quello di arginare in qualche modo il fiume in piena rappresentato dalla politica occidentale.

Tutto sta nel credere o meno nell’efficacia di questo tipo di operazioni: la mia opinione è che, se da una parte non nego l’utilità nel raccogliere fondi a favore di gruppi seri che, con il loro lavoro, riescono a smuovere e a sensibilizzare quante più coscienze possibili, dall’altra si corre il rischio di semplificare troppo il problema della guerra, come se per essere contro bastasse ascoltare gruppi che si dichiarano contro, appendere l’arcobaleno alla finestra e andare alle manifestazioni solo per festeggiare e passare una giornata diversa.
Quindi, cervelli accesi.

Lato musicale.
Due dischetti, il primo sottotitolato Beats e l’altro Chords, chiaro, no?!
Nomi che vanno da notissimi a meno noti, spesso accostamenti un pò forzati e non sempre qualità eccelsa; ogni tanto si ha la sensazione di avere davanti un calderone in cui sono stati buttati tutti i gruppi dichiarati pacifisti: tu sei pacifista? Sì! E allora dentro!! E tu?! Beh… Via, allora!!! Qui niente perditempo, fannulloni! senza un intento artistico oltre quello di protesta… meglio il primo tra i due, orientato sul versante elettronico e più omogeneo: da segnalare Michael Franti, Faithless, Free Land e Le Tigre della sempreverde Kathleen Hanna.
Un pò più confusionaria la seconda parte, che spazia dai Sonic Youth ai Jane’s Addiction (questi un pò meno sempreverdi…), dai Propagandhi a Ani Di Franco, più un’altra quindicina di nomi per una sagra di generi da enciclopedia della musica per vendite porta a porta o via Mastrota.

Quuuindi … se lo comprate fate un’opera buona (si spera!!!) e vi sentite soddisfatti (forse).
Vi beccate un 37 canzoni che poche non sono… la maggior parte non male… non è il disco dell’anno, certo…
Insomma, spazio alle vostre coscienze.

Fate un salto sul sito!!! www.peace-not-war.org

Voto: 7

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Autore: alealeale82@yahoo.it