Yo Yo Mundi ’54’

(Mescal/Il Manifesto 2004)

Il romanzo “54” del collettivo di narratori Wu Ming è una magniloquente ed indubbiamente efficace macchina letteraria che interseca Mito/i e Storia (tra i protagonisti vi sono l’attore Cary Grant e il mafioso Lucky Luciano, Tito e l’imperatore fantoccio – lucido e autodistruttivo frequentatore di casinò; una “incredibile” eppure “verissima” figura storica – del Vietnam ancora unito, Bao Dai) in abili intrecci, tra “guerra fredda, stelle del cinema e traffico mondiale di eroina”. Gli Yo Yo Mundi si sono incaricati di interpretare musicalmente alcuni momenti più o meno chiave del libro, chiamando a dare manforte le voci dei ben noti Giuseppe Cederna e Marco Baliani (attori signorili ed ingiustamente laterali nel cinema italiano odierno: del primo mi permetto di segnalarvi la partecipazione al film “Gangsters” di Massimo Guglielmi, del 1992, che parlava di “partigiani perduti” nel dopo Liberazione), di Fabrizio Pagella (che ha avuto in sorte l’episodio più intenso e riuscito, Ettore, Stella Rossa Vince) e del cantante dei 24 Grana Francesco Di Bella, che naturalmente si è occupato dei due momenti napoletani (Napoletania e Tarantella della deposizione spontanea).
Bisogna riconoscere che il gruppo piemontese conferma la propria dignitosa cifra sonora (una musica che vorrebbe rivendicare una sua – giusta e condivisibile – maturità, ma a cui non hanno certo giovato le frequentazioni dell’algido Ivano Fossati, vero faro della “buona musica d’autore” piena di aristocratici bei suoni e ben chiusa nella sua asettica torre d’avorio); ma siamo lontani dall’epica convincente dei Banditi della Acqui.

Voto: 6

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