A.a.V.v. ‘Everything Is Ending Here – A Tribute To Pavement’

(Homesleep records 2003)

Se ci mettessimo a discutere di quanto sono stati importanti e innovativi i Pavement negli ultimi anni si rischierebbe di entrare in un discorso lunghissimo. Basti sapere per quanti non lo sapessero, che la band californiana è stata uno di quei gruppi magici e anomali, come non se ne trovano più. Quando nel ’91 debuttavano sulla lunga distanza con Slanted&Enchanted, avevano già definito le proprie assurde coordinate: melodie oblique, passaggi sghembi, attitudine informale, missaggio a dir poco caotico e produzione praticamente inesistente. Sintetizzando: pop e noise a braccetto. Di fronte a tanta classe ci ritrovavamo tutti felicemente spiazzati; e mentre l’aggettivo “lo-fi” cominciava a fare le prime comparse, ci si accorgeva che i Pavement erano una sorta di caso a parte. Atteggiamento svogliato, nessuna posa da rock-star e anti-professionalismo ostentato, insomma: una sana allergia al successo che comunque, a livello underground, arrivava poderoso. il resto è una bellissima storia che si è conclusa qualche anno fa.
Tutto è finito qui dunque? Neanche per idea. L’italiana Homesleep ha pensato bene infatti di rendere concreto il proprio amore a Malkmus & Co con questo tributo, chiamando in causa praticamente il gotha dell’indie odierno. Anche se sarebbe doveroso farlo, vista la qualità del risultato, è impossibile citare tutti i trentasei(!) gruppi coinvolti nel progetto, intenti a far rivivere le canzoni dei loro (e nostri) beniamini. Ognuno a modo loro: chi rimanendo superbamente fedele all’originale come Tindersticks e Comet Gain, chi discostandosi di più dal modello come Solex e C-Kid che smontano i pezzi per rimontarli a suon di campionatore, o ancora chi divertendosi ad avvolgere le melodie in coltri di feed-back come fanno i Bardo Pond o i Trumans Water. Un figurone lo fanno anche i nostrani Yuppie Flu, Perturbazione e Julie’s Haircut, che dimostrano la propria caratura internazionale senz’altro al paro degli altri.
Questo doppio cd costituisce dunque un occasione d’oro non solo per ricordare (con un sospiro) canzoni che ci hanno toccato, ma anche per conoscere nuove e valide formazioni come Boxstep, John Wayne Shot Me, Tyde, Lenola(non proprio una giovane band ma davvero tosta!) solo per citarne qualcuna, che con tutta probabilità segneranno gli anni a venire. Se poi si aggiunge che il cd doppio è venduto al prezzo di uno, diventa veramente difficile esimersi. Da conservare gelosamente, in quello spazio che era rimasto vuoto tra il cuore e i dischi dei Pavement.

Voto: 8

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