VIVIsectVI

“VIVISECTVI”

autore: Skinny Puppy

etichetta: Nettwerk

anno di pubblicazione: 1988

con: Kevin Crompton (cEVIN Key), Kevin Ogilvie (Nivek Ogre), Dwayne R. Goettel, David Ogilvie (Rave).

I canadesi Skinny Puppy, schiaffati nel calderone cyberpunk insieme ai Ministry e ai Front Line Assembly (questi ultimi nati da una loro costola), si differenziano da entrambi, e neppure di poco, per strutture ritmiche meno monolitiche e per la loro estraneità sia nei confronti del metal ostentato dai primi che della trance-ambient verso cui si dirige la strada intrapresa dai secondi. Caso mai è possibile scorgere, fra le loro eccellenti orchestrazioni, un gusto che ricorda King Crimson e Pink Floyd; ma sono certo che qualsiasi fan dei due gruppi inglesi, di fronte a questa affermazione, mi prenderà per scemo. La loro è una giungla barbarica di melodie e ritmi, un urlo animale che sembra discendere da Mark Stewart, per l’uso della voce e per quello, spregiudicato, dei campionamenti, e quindi un’esperienza derivata direttamente dal (post) punk. In egual misura, a guidare le loro menti fradice fuori dal punk per impressionarle con flash di tetra allucinazione, ci sono le esperienze di un mai troppo considerato William S. Burroughs. Le radici industrial sono levigate in strutture ballabili che, dietro il caos primordiale, nascondono l’interesse per tematiche sociali come la vivisezione o, nell’altrettanto splendido Too Dark Park, l’inquinamento ambientale. La loro, più che immersione fantascientifica, è la macabra rappresentazione di un presente oscuro, la claustrofobica discocronaca del disastro perpetrato nel nome della civiltà e del progresso. A sostegno di ciò le canzoni, perché VIVIsectVI contiene pagine memorabili della musica elettronica come Dogshit, Vx Gas Attack, Harsh Stone White, Testure, Punk In Park Zoo’s e The Second Opinion. Non solo per (cyber)punkettari votati al martirio.