Noctorum ‘Spark’s Lane’

(Heyday – 2003)

Un anno e mezzo dopo il suo quinto, eccellente, album solista “Hanging out in heaven” e ormai prossimo al lancio della nuova fatica dei Church, “Forget yourself”, l’infaticabile Marty Willson-Piper torna a presentarsi con un nuovo progetto, chiamato Noctorum, che lo vede fare coppia con Dare Mason, musicista e produttore inglese (ha prodotto, tra gli altri, Cinerama, Placebo e Animals That Swim) con il quale ha già lavorato in occasione di altre sue esperienze come solista e noto anche agli appassionati dei Church per avere coprodotto il loro “Sometime anywhere” del 1994.
“Spark’s Lane” (questo è il titolo dell’esordio targato Noctorum), prodotto dalla Heyday di San Francisco, è destinato a deliziare una volta di più gli amanti dell’elegante chitarra di Willson-Piper. Con la sola eccezione della rumorosa e parlata “Things to do and be”, i brani in esso contenuti, infatti, tutti usciti dalla sua penna, non si discostano affatto dall’impeccabile pop al quale il chitarrista dei Church ci ha nel corso degli anni abituati con le sue produzioni soliste. Arrangiamenti curatissimi, raffinate melodie, ricche di eco byrdsiane e chiltoniane, e testi mai banali, cantati con la sua inconfondibile voce, attraversano “Spark’s Lane” nella sua interezza, facendone un disco come sempre elegante ed estremamente piacevole. Anzi, alcune canzoni in esso contenute, quali le pimpanti “High as a kite” e “All in good faith” e le più posate “Hey there” e “Aujourd’hui” sono assai probabilmente destinate d’ora in poi a rappresentare dei veri e propri classici nell’ambito della produzione del nostro.
Ovviamente imprescindibile per i fans di Willson-Piper, “Spark’s Lane” è comunque un’ottima scelta anche per chi, più semplicemente, cerca del pop di ottima fattura al cui ascolto evadere dalla quotidiana routine lasciandosi andare al sogno di cambiamenti impossibili nella propria esistenza.

Voto: 8

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Autore: acrestani71@yahoo.com