Rana, Ritual & Revelations

“RANA, RITUAL & REVELATIONS”


 


autore: Anne LeBaron


etichetta: Mode


anno di composizione: 1975-1986


con: Anne LeBaron, Allen Shearer, Linda Bouchard, Robert Yamins, Madeleine Shapiro, Nina Kellman, Claire Heldrich, Frank Cassara, Paul Guerguerian, Michael Pugliese, William Trigg, Hamao Fujiwara, Masao Kawasaki, Evelyn Elsing, George Cartwright, Jim Staley, David Shea, Rodney Thomaston, Susan Botti, Adam Weisman, Julie Marti, Christina Wheeler, David Anthony, Debra Degenhardt, Michael Rosensky.


 


Anne LeBaron sembra essere destinata all’oblio, anche se l’ascolto di Concerto For Active Frogs farebbe pensare a un tutt’altro destino. Il brano, uno splendido montaggio di registrazioni effettuate in siti naturali con parti suonate e cantate da un ensemble che prevede una voce maschile, un coro misto variabile da 6 a 10 unità, un percussionista e due solisti (ance, ottoni, archi o una combinazione di essi), è infatti un capolavoro assoluto. Nella versione qui riportata il gruppo esecutore comprende George Cartwright al sax tenore, Jim Staley al trombone, William Trigg alle percussioni, David Shea nel ruolo di voce solista e un coro di otto voci (quattro maschili e quattro femminili). Il CD contiene anche altre perle, a iniziare da Rite Of The Black Sun, scrittura per quattro percussioni ispirata ai rituali del peyote presso gli indios Tarahumara, così come vengono descritti da Antonin Artaud in La Danse du Tutuguri: Rite du Soleil Noir. In Lamentation / Invocation l’interpretazione viene invece affidata alla voce del baritono Allen Shearer accompagnata da violoncello, clarinetto e arpa; si tratta di una coppia di canzoni, basate su dei versi di Edwin Honig, che ricordano i Canti di Giacinto Scelsi e in cui vengono riprese strutture tradizionali come il kagok, una forma di lied lirico della Corea del XV secolo, e il flamenco. Planxty Bowerbird, eseguito dalla stessa autrice all’arpa con accompagnamento di nastro elettronico, è una fragile costruzione, fatta di cinguettii e arpeggi, che prende spunto dal rito di accoppiamento degli uccelli giardinieri della Nuova Guinea. Noh Reflections, per trio d’archi, presenta infine delle riflessioni sul teatro noh della tradizione giapponese. Impagabile.