The Tea Party ‘Splendor Solis’

(Chrysalis/EMI Music Canada 1994)

In poche parole potremmo iniziare e concludere questa recensione dicendo che “Splendor Solis” è un miracolo. Un album di debutto che riesce a vendere più di un milione di copie, in Canada poi, è sicuramente un avvenimento molto notevole. Se poi ci mettiamo pure che l’album è suonato meravigliosamente, con ottime canzoni e che è forse l’ultimo baluardo della generazione Led Zeppelin… beh diventa tutto miracoloso!
Il leader Jeff Martin è cresciuto molto influenzato dal blues e dal rock anni ’70, ed è stato fortunato abbastanza da aver preso lezioni di chitarra da una leggenda come Les Paul o almeno così si vocifera. Riguardo alla voce, beh sembra che abbia preso delle lezioni incrociate da Jim Morrison e Tom Jones!
Le canzoni sono tutte suonate benissimo e nei pezzi strumentali c’è da reggersi la mascella che rischia di cadere in terra, soprattutto durante l’incredibile assolo acustico di Winter Solstice. Tutto l’album è dominato da un mood piuttosto esotico, rintracciabile anche nel lunghissimo singolo Save Me(quasi 7 minuti) più una canzone da ristorante indiano che un normale pezzo rock e poi il trio canadese adora usare sitar e strumenti vari, ma senza mai strafare.
Perciò non credo sia possibile rintracciare dei difetti in questo Splendor Solis, se non forse delle atmosfere troppo ledzeppeliane ma definirle un difetto sarebbe veramente un sacrilegio. Consigliato soprattutto a chi dice che la buona musica sia morta negli anni ’70, sentitevi questo capolavoro blues/rock e ricredetevi.

Voto: 10

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Autore: nukep@inwind.it