Residents ‘Demons Dance Alone’

(Ralph Records/Audioglobe
2002 )

Sono sempre stato insofferente verso certi modi di riflettere, parlare, scrivere… di musica.
Il fastidio che mi provocano concetti come ‘grandi vecchi’, ‘intoccabili’, ‘veterani’ è paragonabile solo alla visione di un Giuliano Ferrara lardoso, sudato e dispensatore di ottusità causate dal grasso che inevitabilmente blocca una efficente circolazione sanguigna. Disgustoso. Buon natale!
Putroppo non è mai così semplice.

E’ facile sparare sentenze… sui Suicide per esempio… ma sui Residents cosa dire?
Ho amato alcuniparecchi dei loro cds (tutti i primi “Meet the Residents”, “Third Reich’n’Roll”, “Fingerprince”… “Commercial Album” è un capolavoro), li ringazio ogni giorno per avermi fatto scoprire Snakefinger… grazie!
Poi si sono persi.
Io me li sono persi. “George e James” interessante, “Mark of the Mole” vabè dai ci può stare, “Gingerbread Man” e “Freak Show” sono i precursori di quanto invece contenuto in questo doppio cd.
Che dire?
Non un brutto disco… gli dei ce ne scampino (poi questi termini è sempre difficle trovare un modo di applicarli al gruppo in questione… parlo di brutture e dei, ovviamente)… ma che fine ha fatto la ‘difficult listening music’?
Sento un sacco di rimaeggiamenti orchestrali, vaghi toni scuro-exotic-lounge, voci femminili come Dead Can Dance senza orpelli sacri, chitarre vago-Snakefinger-iane.
Ma ne avevamo bisogno?
Ripeto, c’ho anche passato un pomeriggio. Piacevole… musica(!).
Non so… forse la cosa più brutta è questa… te lo ascolti proprio come un cd, qualsiasi. Una volta si trovavano anche delle idee nei cds dei Residents. Di sicuro la cosa più brutta.
Si. Quella e il riferimentoinfluenza dei fatti dell’11 settembre (ce n’era bisogno? ne avevamo bisogno?).
Chissà chi cazzo si nasconde dietro quei bulbi oculari da “Commercial Album” (capolavoro) in poi?
Attenzione recensione cospirativa, non somministrare a persone fiduciose.

Voto: 5

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